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Calciopoli, la Figc ha deciso: al via la seconda inchiesta

Il procuratore della Figc Stefano Palazzi

Alla fine il procuratore federale Palazzi ha deciso: ci sarà una Calciopoli II. Il capo della procura che si occupa degli illeciti sportivi ha infatti chiamato a raccolta i suoi 007, ed ha questi ha comunicato di mettersi subito al lavoro, perchè quest’estate di sicuro inizieranno delle nuove indagini e dei nuovi interrogatori, che stavolta vedranno coinvolti molti presonaggi che erano stati considerati delle vittime durante il primo filone d’inchieste.

La mossa di Palazzi è arrivata dopo che la procura di Napoli ha accolto la volontà di Luciano Moggi e della sua difesa di inserire negli atti del processo penale varie intercettazioni che la Guardia di Finanza aveva classificato come poco rilevanti nelle indagini del 2006. Il procuratore ha anche avuto il beneplacito del presidente della Figc Abete, che potrebbe anche decidere di eliminare la prescrizione per i reati sportivi avvenuti nel 2006, per punire quelle squadre e quei dirigenti che allora non vennero colpiti dallo scandalo, ma al quale avrebbero partecipato anch’essi secondo queste nuove intercettazioni riportate da Moggi.

Il lavoro della procura della Figc contro questi nuovi illeciti dovrebbe quindi partire a giugno, ovvero quando l’ingegner Roberto Porto, il perito del tribunale di Napoli a cui è stato consegnato l’incarico, trascriverà agli atti del processo penale le nuove intercettazioni. Quindi la nuova Calciopoli inizierà come 4 anni fa, ovvero con gli Azzurri di Lippi impegnati in un Mondiale e fuori dalle varie voci e dalle varie notizie che si rincorreranno qui in Italia.

Un nuovo processo che potrebbe portare l’Inter e Moratti a rischiare molto. Se Palazzi infatti riscontrerà delle irregolarità, potrebbe invitare la Figc a revocare il famoso scudetto del 2006, e il presidente dell’Inter potrebbe anche rischiare una pesante squalifica. Inter che ha già fatto pervenire alla stampa le sue reazioni a questa decisione della Figc: Moratti ha infatti dichiarato che “purtroppo in Italia bisogna sopportare i vari veleni che ti vengono lanciati addosso“. I Facchetti invece hanno denunciato alla stampa il cattivo comportamento di coloro che vogliono screditare la figura di Giacinto, dichiarando ad essa che “queste persone non sono altro che barboni, con tutto il rispetto dei barboni stessi“.    

Simone Lo Iacono