Emergency: i tre volontari finalmente in Italia

La loro “disavventura” si è conclusa ieri quando hanno potuto riabbracciare i loro familiari a Milano. Marco Garatti, Matteo Pagani e Matteo Dell’Aira sono finalmente tornati in Italia, consegnando al passato la brutta esperienza dell’arresto (ingiustificato), avvenuto lo scorso 10 aprile a Lashkar-Gah per mano dei servizi segreti afgani.

Ieri i tre volontari sono stati ascoltati dalla polizia giudiziaria di Como, su delega della Procura di Roma che ha aperto un’inchiesta sulla “strana storia” dei tre operatori. La scelta di Como è stata dettata dalla posizione geografica, essendo il comune lombardo il primo in cui i tre operatori della Ong si sono imbattuti, al loro ingresso in territorio italiano, durante il tratto finale del loro faticoso viaggio di ritorno (in furgone da Francoforte, passando per la Svizzera).

Le loro testimonianze sono state secretate per agevolare una più serena valutazione della vicenda e per scongiurare il rischio di eventuali strumentalizzazioni. Il fascicolo, aperto dalla Procura di Roma all’indomani della notizia dell’arresto dei tre operatori Emergency in Afghanistan, è al momento privo di ipotesi di reato.

Visibilmente provati dal viaggio e dalla recente esperienza di forzata detenzione, Pagani, Dell’Aira e Garatti hanno preferito non prendere parte alla conferenza stampa convocata ieri pomeriggio nella sede di Emergency a Milano. E hanno scelto di rimandare alla giornata di oggi anche i festeggiamenti organizzati dai colleghi per onorare il loro tanto atteso ritorno. Stretti dall’affetto e dalla commozione dei familiari e dei più stretti collaboratori, i tre volontari di Emergency – dopo 20 giorni di forzata notorietà  – hanno ieri preferito rifugiarsi nella gioia intima da condividere con pochi.

Maria Saporito

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