Emergenza sanitaria: la malattia dei rifiuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:43

Attenzione ai rifiuti! L’allarme arriva dal congresso dell’Associazione culturale pediatri (Acp) del Centro Sud, in corso al complesso monumentale dei santi Marcellino e Festo a Napoli. I pediatri del Centro-Sud focalizzano l’attenzione su tutti quei bambini che vivono vicino a discariche ed inceneritori.

«Il problema – spiegano Anna Maria Moschetti, pediatra dell’Acp di Taranto, e Raffaele Cioffi del dipartimento di Ingegneria dei materiali dell’Università Parthenope di Napoli – è che discariche e inceneritori per le sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente sono le pratiche di trattamento dei rifiuti più rischiose per la salute delle popolazioni esposte. I rischi per la salute dovuti all’inquinamento ambientale sono maggiori per le popolazioni più vulnerabili, primi tra tutti i bambini. Solo controllando le alterazioni dell’ambiente – aggiungono – si possono evitare le malattie da inquinamento»

In Italia esistono un gran numero di discariche ed inceneritori, i metodi più veloci e a minor costo per lo smaltimento dei rifiuti, ma una fonte indescrivibile di inquinamento e  malattie. Urgerebbe una bonifica di tali siti che ormai risultano contaminati. Moschetti chiede dunque che ”le autorita’ politiche mettano in atto ogni sforzo possibile per favorire la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti”

Il problema dei rifiuti in Italia e soprattutto in Campania ha assunto negli ultimi anni proporzioni tali da diventare drammatico, non solo dal punto di vista ecologico e sanitario ma anche delle tensioni sociale. In particolare le scelte fatte dal Commissariato Straordinario in Campania (istituito nel 1995 per risolvere “rapidamente” l’emergenza rifiuti) hanno dilapidato miliardi di euro aggravando il problema.

Si è scelto di puntare soprattutto su grandi inceneritori dove bruciare la gran parte dei rifiuti prodotti in Campania; si è affidato l’intero ciclo dei rifiuti ad una società (la FIBE del gruppo Impregillo, lo stesso che ha avuto affidata la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina) che ha operato pessimamente; con la motivazione dell’emergenza e dell’urgenza si sono sversati milioni di tonnellate di rifiuti in discariche reperite al di fuori di qualsiasi logica pianificatoria e che talvolta non avevano le dovute caratteristiche che ne garantiscono la sicurezza.

Federica Di Matteo