“Un gol per la vita”: un gioco contro il cancro

Si gioca fino a quando non si imparano le regole della prevenzione anti-cancro e dello stile di vita sano, aspirando ad un primo premio che regala una settimana per due persone in Sud Africa in occasione dei mondiali di calcio, compresi i biglietti per una partita in cui giocherà la nostra nazionale.

E’ il gioco “Un gol per la vita” ideato dalla Fondazione Giacinto Facchetti (giocatore dell’Inter e della Nazionale negli anni ’70) col patrocinio del Comune di Milano, per avvicinare i giovani ad un corretto stile di vita contro il cancro. In soli due mesi ci sono state 11 mila iscrizioni per giocare on line, a scuola o allo stadio di San Siro, e si continua fino al 25 maggio, giorno della proclamazione dei vincitori.

Ieri è stata data un classifica parziale a Palazzo Marino a Milano, dove si è potuto respirare un clima entusiasta per l’esito finora più che positivo dell’iniziativa, il presidente della Fondazione, Emilio Bajetta commenta in una nota : “E’ un risultato eccezionale. Vogliamo avvicinarci ai giovani, un pubblico trascurato dalle campagne di prevenzione anti-tumore. Non è mai troppo presto per iniziare ad educare a corretti stili di vita, a maggior ragione in un’età in cui si è spesso più vulnerabili a modelli negativi”.

I proventi dell’iniziativa serviranno a donare, quattro borse di studio ad altrettanti medici sudafricani, che svolgeranno progetti di ricerca.

A tutti i partecipanti, che giocano dal vivo, durante gli appuntamenti organizzati dalla Fondazione Facchetti, viene regalata una t-shirt con su scritto lo slogan dell’iniziativa “Un gol per la vita”, una volta indossata la maglietta al partecipante viene scattata una foto, che verrà successivamente pubblicata sul sito della Fondazione affinché possa essere votata dagli utenti on line.

I più votati di ogni mese potranno concorrere al super premio di una settimana in Sud Africa, assegnato tramite estrazione, è inoltre possibile giocare on line, rispondendo alle domande del “Campionato della Salute“.

Giulia Di Trinca