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Mondiali di calcio in Sudafrica: contro il traffico dei bambini

L’11 giugno cominceranno in Sudafrica i Mondiali di calcio, ma c’è qualcosa che preoccupa il mondo delle organizzazioni umanitarie e non solo: un possibile incremento del traffico di bambini. Oggi il Sudafrica, infatti, è tra le mete più ambite per il turismo sessuale, assieme a Gambia, Kenya, e Marocco; pertanto è molto forte per bambini già vittime di sfruttamento e povertà il rischio di finire nella trappola di questo squallido commercio.

Si è calcolato, inoltre, che i mondiali 2010 porteranno in Sudafrica circa 2,7 milioni di spettatori nelle 9 città dove si terranno le partite, tra cui dai 350.000 ai 500.000 stranieri. Per contrastare la triste possibilità di un incremento dello sfruttamento minorile, comincia oggi la Campagna di sensibilizzazione “Mondiali Sudafrica 2010: tutti in campo contro il traffico di bambini”. La campagna è stata promossa da ECPAT, organizzazione internazionale che contrasta il fenomeno del turismo sessuale a danno dei minori e da Terre des Hommes, leader internazionale nella lotta contro la tratta dei minori. Gode, inoltre, del patrocinio del Segretariato Sociale Rai e del Ministero del Turismo. Lo slogan dell’iniziativa cita: “Per milioni di persone sarà una festa. Per migliaia di bambini sarà un incubo”.

Il problema della prostituzione minorile è davvero rilevante per l’Africa. Nel 2008 le organizzazioni avevano denunciato la presenza di oltre 30.000 prostitute minorenni. Il 68% dei bambini nel Paese è povero e il 21% è orfano o vive senza i genitori. Nonostante il Sudafrica sia considerato il Paese più sviluppato per l’intero continente, vive profonde situazioni di crisi. Oltre la metà della popolazione vive in condizioni di miseria e un milione di famiglie abita nelle bidonville. Il 43% della popolazione è al di sotto della soglia di povertà e la disoccupazione è al 40%. Da non dimenticare, poi, il problema Aids, che riguarda il 18,3% delle persone. Il Sudafrica vanta infatti l’infelice primato del paese con il maggior numero di sieropositivi al mondo: 5,4 milioni.

La più grande preoccupazione di Terre De Hommes ed Ecpat riguardano soprattutto il fatto che, come riporta stamane Carlo Ciavoni su Repubblica,  il Sudafrica non si è ancora dotato di una vera legge antitraffico. I bambini sudafricani  più poveri, dunque, sono perennemente esposti all’ipotesi sfruttamento. Durante tutto lo svolgimento dei Mondiali, le scuole saranno chiuse e questo costituisce un ulteriore elemento di rischio che incrementerà la prostituzione minorile e l’accattonaggio.

Il Sudafrica rappresenta per gli altri Paesi del continente un miraggio per una vita migliore. Questa è la ragione principale per cui, soprattutto dal Mozambico e dallo Zimbawe, arrivano ogni giorno centinaia di ragazzini e ragazzine in cerca di un futuro dignitoso. Per tutti i minori che vivono in condizioni che definire disumane è un eufemismo, l’attrazione per le opportunità offerte dai Mondiali è irresistibile. È molto forte il rischio che possano cadere nelle reti di trafficanti ed essere sfruttati sessualmente, per l’accattonaggio o per lavori pesanti e pericolosi connessi ai Mondiali di calcio.

Secondo i calcoli delle Nazioni Unite, ogni anno sono circa 2.700.000 le vittime di tratta nel mondo ed i bambini coinvolti nel commercio degli esseri umani corrispondono all’80% delle persone trafficate. L’età media dei minori vittime delle tratte va dai 14 ai 17 anni, ma a volte si parla anche di bambini più piccoli, tra gli 11 e 12 anni. Infine secondo le stime di ECPAT, su 100 persone che nel corso di un viaggio si accoppiano con bambini, 65 sono occasionali, 30 sono frequentatori abituali, e dunque viaggiano con il solo intento di sfruttare sessualmente dei minori, il restante 5% è costituito da pedofili conclamati. Per non dimenticare.

Rosa Ricchiuti