Fascicolo contro ignoti: i tre di Emergency sono stati calunniati

ROMA – La vicenda che lega Emergency all’Afghanistan avrà strascichi giudiziari anche in Italia. La Procura della Repubblica di Roma ha disposto di procedere nei confronti di ignoti per il reato di calunnia aggravata e continuata in danno dei tre operatori di Emergency arrestati il 10 aprile, e poi rilasciati, in Afghanistan. Il tribunale italiano è pronto a difendere i suoi connazionali in questa vicenda oscura. Una decisione encomiabile che mira alla salvaguardia dei tre rappresentanti del nostro paese.

Il loro sequestro è avvenuto per motivi non chiari e ora si cercano i responsabili. Le accuse che sono state rivolte ai tre operatori umanitari sono di una gravità evidente. L’onore di Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Marco Pagani è stato leso indelebilmente. Una macchia che avrebbe potuto avere conseguenze terribili per la loro carriera e vita.

In una nota diffusa dal procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, emerge questo intendimento: “Gli accertamenti sono stati avviati sulla base delle notizie fornite dalle autorità afghane preposte alla sicurezza al rappresentante diplomatico italiano a Kabul e riversate dal ministero degli Esteri tramite il reparto anticrimine del Ros di Roma dei carabinieri”.

Una presa di posizione che è stata accolta positivamente anche da Gino Strada ancora in polemica con il governo italiano. “Qualcuno ha cercato di screditare Emergency e il tentativo è fallito”. Il fondatore della ong ha ringraziato tutte le forze militari italiane per il contributo dato alla liberazione dei tre operatori che “torneranno in Afghanistan prestissimo, ne sono certo”.

L’avventura non è ancora finita e ha lasciato tante tracce negative nei tre sequestrati.”Sta cominciando adesso a capire che cosa è successo: poi ha dovuto interrompere la telefonata perché doveva restituire il telefono all’ambasciatore e perché gli avevano offerto un bicchiere di champagne”, ha detto il papà di Matteo Pagani, intervistato da Skytg24. Esempio palese della confusione generale della vicenda e dello stress subito dai protagonisti involontari dell’evento.

Alessandro Frau