Terni, vertenza Basell: la Regione Umbria chiede impegno del Governo

Prosegue la polemica relativa alla vertenza Basell, la multinazionale americana della chimica che, nonostante un utile di 9 milioni di euro realizzato nel 2009, ha annunciato l’intenzione di chiudere entro l’anno il sito di Terni, con la conseguente messa a rischio di 1.250 posti di lavoro. In riferimento a ciò, si è scatenata la dura opposizione da parte dell’ente regionale umbro, della Provincia e del Comune ternano.

“Regione Umbria, Provincia e Comune di Terni, facendo seguito alla posizione di netta chiusura dell’azienda Lyondell Basell al tavolo ministeriale, ribadiscono la loro forte determinazione ad assumere ogni iniziativa finalizzata al mantenimento dell’impianto dello stabilimento di Terni e del ruolo del polo chimico ternano”. E’ quanto si legge in una nota congiunta che porta la firma del presidente della Regione, Catiuscia Marini, di quello della Provincia di Terni, Feliciano Polli, e del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo.

“Marini, Polli e Di Girolamo – afferma il comunicato reso noto da Palazzo Donini – restano, quindi, fortemente impegnati affinché venga mantenuta l’attività produttiva nello stabilimento con la conseguente salvaguardia dei posti di lavoro e ribadiscono che l’insieme delle istituzioni locali continuerà, in uno spirito di forte unità, ad essere a fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, nella consapevolezza di esprimere una posizione giusta e condivisa dalla società regionale e dall’insieme delle forze economiche e umbre”. In Umbria sono, quindi, assolutamente decisi a lottare fino in fondo in difesa del polo chimico ternano, definito “parte importante dell’industria chimica italiana”.

“Regione, Provincia e Comune di Terni – prosegue il comunicato – hanno congiuntamente deciso di invitare i rappresentanti delle Regioni Emilia Romagna e Puglia e delle Province e dei Comuni di Ferrara e Brindisi a sostenere un’azione incisiva nei confronti della multinazionale. Le scelte che la Lyondell Basell intenderebbe compiere su Terni – aggiungono Marini, Polli e Di Girolamo – rappresentano, infatti, l’anticipazione negativa di una strategia che si potrebbe attuare anche negli altri impianti italiani di sua proprietà”.

La nota conclude con il forte sostegno alle decisioni delle organizzazioni sindacali e delle rsu e con la richiesta di “un ulteriore significativo impegno dello stesso Governo, affinché l’obiettivo della difesa dell’attività produttiva dello stabilimento di Terni e del settore chimico sia posto al centro dell’iniziativa politica del governo nazionale”.

Mauro Sedda

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