Belgio: caduta del Governo e l’economia ne risente

Yves Leterme

La corsa allo stabilizzarsi dell’economia belga era iniziata nel 2008, anno in cui Yves Leterme, 49 anni, fino ad oggi primo ministro della nazione, era eleggibile con molti consensi.

Leterme aveva promesso grandi cose nel suo futuro operato, sostenendo che ci sarebbe voluto poco tempo per risolvere la questione vigente e molto delicata dell’asse Bruxelles-Halle-Vilvoorde, provincia elettorale belga che ha provocato molti grattacapi.

La situazione sulla triade suddetta non è cambiata. La campagna elettorale mostrata nel 2008 aveva raccolto consensi straordinari in tutto il Paese, con oltre 800mila preferenze, Leterme è poi salito al potere a febbraio di quest’anno, dimettendosi oggi con una lettera scritta al re Alberto II, Re dei Belgi, come si usa dire, dal 1993.

Stessa sorte era toccata al precedente omologo Herman van Rompuy che aveva rassegnato le dimissioni a novembre dell’anno scorso per diventare presidente del Consiglio Europeo.

Ora il Belgio si trova senza primo ministro e con una situazione economica allarmante, senza contare le diatribe interne dovute all’opposizione.

È proprio la stessa opposizione, capitanata dal liberale facente parte del partito Open VLD (Vlaamse Liberalen en Democraten) Alexander de Croo, ha gettare benzina sul fuoco e a far dimettere Laterme, abbandonando di fatto la coalizione e dichiarando che con questa mossa daranno la possibilità di concentrarsi anche loro sulla questione Bruxellese-Halle-Vilvoorde.

Nonostante questa uscita di scena dei liberali, la coalizione è riuscita a mantenere il potere grazie alla maggioranza minima di 76 voti parlamentari contro i 74 dell’opposizione.

Dal canto suo, Alberto II, ha deciso di sospendere momentaneamente la decisione di un’ulteriore dimissione dopo quella di van Rompuy di novembre. Ha dichiarato che accetterà le dimissioni solo se strettamente necessario.

Dialogando con Leterme ha sostenuto che una sua detronizzazione sarebbe un brutto colpo per l’economia del Paese, già fin troppo instabile e che ciò potrebbe portare una messa in discussione del potere governativo per i civili, oltre che una brutta immagine per la questione Europa.

La decisione rimandata dal re ha dato anche fuoco al voto che si sarebbe dovuto fare per la questione burqa, obbligatorio o no non portarlo nei luoghi pubblici, decisione rimandata a data da destinarsi.

Vista la situazione si sono lanciati anche gli indipendentisti fiamminghi del Vlaams Belang, cantando l’inno nazionalista delle Fiandre, issando uno striscione che inneggia all’indipendenza nazionale come unica soluzione per la situazione burrascosa.

Ultima notizia a riguardo, ma sicuramente non di minor importanza, è il problema che riguarda l’Unione Europea. Infatti il Belgio, con la sua crisi economica, rischia di assurgere a ruolo irrilevante nel panorama europeo, facendosi etichettare ufficialmente come Paese irrilevante dal punto di vista politico, affiancato in questo periodo anche dalla Repubblica Ceca con analoga situazione.

di Andrea Bandolin