Bersani: E’ stata una rissa. Non ne verranno fuori

“È stata una rissa, un fatto incredibile. E pur in questo clima di rissa sono emerse differenze profondissime perché i temi sollevati da Fini non sono noccioline, riguardano i valori fondamentali della democrazia, l’unità della nazione, le riforme istituzionali”. A commentare lo “spettacolo” andato in scena ieri all’Auditorium della Conciliazione (ironia della sorte) di Roma, in occasione della Direzione nazionale del Pdl, è uno spettatore molto interessato: il segretario nazionale del partito di opposizione, Pier Luigi Bersani.

The day after, il leader del centrosinistra consegna a “L’Unità” le sue impressioni sullo scontro consumatosi ieri tra i due co-fondatori del partito, abbozzando scenari di rovinosa “paralisi” istituzionale. Quelle proposte da Fini – prosegue Bersani – “sono questioni decisive per il Paese”. “Il fatto che il centrodestra non riesca a trovare convergenze su queste questioni apre la strada a una nuova lunga fase di paralisi dell’azione di governo, proprio in un momento in cui tutti gli italiani avrebbero bisogno di una guida sicura e riformatrice”.

La destra continua a deludere: negli ultimi dieci anni ben otto sono stati governati da Berlusconi – ricorda il segretario dei democratici – e l’Italia non ha visto alcuna riforma, né economica né istituzionale. E continuerà a non vederle“.

Il suo giudizio più severo è chiaramente indirizzato al presidente del Consiglio. “Berlusconi – spiega Bersani – è assolutamente sincero quando dice queste cose (quelle proferite ieri nel corso del suo intervento, ndr), è convinto di aver ragione. È impressionato dall’eventualità che si possa fare una discussione vera, democratica nel suo partito”.

“Il confronto trasparente, leale, rispettoso delle posizioni – ironizza il leader del Pd – a lui fa l’effetto di un cane in chiesa. Ha una concezione aziendale della democrazia e della politica, il suo impegno è finalizzato solo a far funzionare il meccanismo padronal-plebiscitario che alla fine non funziona”.

“Fa politica non per scegliere e decidere – rincara l’ex sindacalista – ma per accumulare consenso, opera con l’orecchio al sondaggio quotidiano, a lui il Paese che declina non interessa, il suo interesse è perpetuare il potere. Vuole solo tirare a campare, facendo surf da una promessa all’altra”.

Per il segretario del Pd, insomma, la misura è davvero colma e le fratture tra i due co-fondatori del Pdl rischiano di rimanere insanabili. “Non so come l’aggiusteranno -prosegue –  ma non la risolveranno perché sui temi di fondo c’è un’incrinatura radicale. Magari ci mettono una pezza diplomatica, ma non sarà una soluzione definitiva. Spingerà il Paese verso l’instabilità e l’impotenza”.

Poi la proposta: “Voglio rivolgere un appello a tutte le forze – azzarda Bersani – ma proprio a tutti anche a Fini e alla Lega, a tutti coloro che non intendono proseguire la strada sulla curvatura plebiscitaria. Propongo un patto repubblicano per difendere gli assetti della democrazia nel solco della nostra Costituzione. Rivolgo un appello a tutte le forze disponibili, anche oltre il centrosinistra – conclude – a lavorare per cambiare l’agenda del Paese sulle questioni economiche, sociali, del lavoro”. In un tripudio di larghe alleanze!

Maria Saporito

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