Bossi esplode: forse il crollo del Governo

Dichiarazioni di una pesantezza indescrivibile quelle di Umberto Bossi, leader indiscusso della Lega Nord, la vera trionfatrice delle recenti elezioni regionali. Ha lavorato per la sinistra – Ha detto Umbertone riferendosi a Gianfranco Fini – comportandosi come un vecchio gattopardo democristiano: fingi di costruire, per demolire e non muovere nulla. In questo modo ha aiutato la sinistra, e’ pazzesco. Anzi, penso che sara’ proprio la sinistra a vincere le prossime elezioni, grazie a lui”

Se fino a ieri il clima all’interno della maggioranza era rovente ora l’eruzione dialettica di Bossi è probabilmente paragonabile a quella del vulcano islandese di cui sembra impossibile per chiunque pronunciare esattamente il nome.

In ogni caso, andrebbe accertato se le cannonate leghiste siano dettate più da un’arrabbiatura “estrema” dopo aver assistito in diretta alla rissa mediatica tra il Cavaliere e il “traditore”, o se dalle parole del leader del carroccio riaffiorino i vecchi rancori “nordici” messi da parte in occasione della nascita del PdL ed in generale delle alleanze di governo; perchè, da alcuni passaggi, sembrerebbe così: “Fini e’ palesemente contro il popolo del Nord, a favore di quello meridionale”, econtro il nord e il federalismo. Per il centralismo dello Stato e il meridionalismo”

La Lega sembra voler rivendicare il suo ruolo primario nel Governo, anche giustamente verrebbe da dire, visti i successi clamorosi che sono stati riconosciuti non solo da Berlusconi e dai suoi ma anche da quasi tutta l’opposizione. In quest’ultima, ormai, va capito da parte degli elettori se vada ricompreso anche Fini; lui, che ripete incessantemente che “traditore” non lo è, e che sta invece cercando di aprire una nuova era più democratica all’interno di quella che comunque deve rimanere una coalizione, ha però sollevato un polverone di dimensioni spropositate, più che quella “polvere” che Berlusconi “vuole nascondere sotto il tappeto”.

Bossi, alla luce, accecante, di tutto questo, non ci ha più visto e ha pronosticato dalle pagine della Padania un inevitabile “un crollo verticale del governo” e “probabilmente di un’alleanza, quella di Pdl e Lega”. Se così fosse, vista anche la previsione del fatto che diffcilmente si potrebbe andare avanti 3 anni così, si profilerebbero, ancora una volta, nuove elezioni.

Ma non è tutto qui ciò che Bossi ha espresso sul duello da Far West tra lo sceriffo Berlusconi e il bandito (termine  inteso nel suo senso escludente) Fini. Al telefono con l’Ansa, più che i rancori contro l’ex leader di An, è emersa una sincera arrabbiatura contro la situazione che si è venuta a creare negli ultimi giorni. Una rabbia quasi “contadina”, non controllata magari, ma del tutto genuina; con questo atteggiamento Bossi si è scagliato più che contro Fini, contro i danni conseguenti al suo comportamento, facendosi portavoce dell’intero popolo (solo del Nord? c’è da pensarci..) :

“Noi vogliamo fare le riforme, i miei vogliono le riforme e io devo interpretare le richieste della base, della gente che è stufa”. aggiungendo poi, usando un plurale, populista ma efficacissimo, che “Non vogliamo gettare benzina sul fuoco ma la gente del Nord è stufa marcia, basta ascoltare quel che dice la gente per strada o alla radio. Riforme subito!“.

Sull’ipotesi di nuove elezioni, c’è  da discutere (e figuriamoci) ;  Bossi l’ha definita un “estrema soluzione”, lasciando intendere che quella paventata fine dell’alleanza tra Lega e PdL, non sia poi così probabile, aggiungendo però la minaccia dettata dalla quanto mai classica espressione “..comunque i cittadini capirebbero certamente di chi è la responsabilità”.

Analizzando il tutto, si può certamente ipotizzare che l’intervento di Bossi, sia incavolato, ma contestualmente strategico, in diversi sensi. Riaffermare la propria superiorità e quella del Carroccio sul Presidente della Camera, sicuramente,  ma anche isolare lo stesso non solo politicamente, ma a puro livello di elettorato potenziale, cercando così di convincerlo dal desistere dalla sua iniziativa, che solo in 11 su tutta la direzione nazionale del Partito hanno giudicato percorribile.

A.S.

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