Francia: multata donna che guidava col velo islamico

Nella Francia di Sarkozy, una donna di 31 anni che indossava il niqab, il velo integrale che lascia scoperti soltanto gli occhi, è stata multata di 22 euro dalla polizia stradale. Il fatto, come ha raccontato la donna, è successo a Nantes, nell’ovest della Francia, all’inizio del mese.

La donna, che porta il niqab da nove anni, è stata fermata dalla polizia francese mentre si trovava al volante della sua auto. “Due agenti mi hanno fatto segno di fermarmi”, ha raccontato la donna, sostenendo di aver subito mostrato i documenti e di aver scoperto il viso per consentire di essere identificata. “A quel punto l’agente – prosegue il racconto – mi ha annunciato che mi avrebbe fatto un verbale a causa del mio abbigliamento. Gli ho risposto che non poteva, che era pura e semplice discriminazione”.

Sul verbale è esplicitato che i 22 euro di multa sono stati inflitti per violazione dell’articolo 412/6 del Codice della strada che cita: “Circolazione in condizioni non confortevoli”. Gli agenti hanno ritenuto, infatti, che il campo visivo della donna fosse limitato.

Il presidente Nicolas Sarkozy ha deciso mercoledì in Consiglio dei ministri che il governo procederà entro maggio a un disegno di legge per il divieto totale del velo integrale o del burqa in Francia, nonostante le riserve espresse dal Consiglio di stato e le critiche a un’ipotesi di legge che appare di difficile applicazione.

Il portavoce del governo, Luc Chatel, a conclusione del Consiglio dei ministri ha detto ai giornalisti: “Il divieto deve essere generale, in tutto lo spazio pubblico, perché la dignità della donna non si divide. Deve essere fatto di tutto affinché nessuno si senta stigmatizzato per la sua fede e le sue pratiche religiose”.

La Francia (dove vivono 5-6 milioni di musulmani), quindi, si divide sulla questione del burqa, portato da circa 1900 donne in tutto in Paese. Sarkozy lo ha definito più volte una “offesa alla dignità della donna”. A riguardo, però, una domanda sorge spontanea (per dirla ‘alla Lubrano’): è vero che la donna deve sentirsi libera di indossare abiti “da donna” senza essere influenzata dalla sua religione, ma è giusto costringere una persona a non vestire indumenti che fanno parte del suo bagaglio culturale? Forse Sarkozy preferisce “le donne ignude” che agitano il frivolo mondo dello spettacolo televisivo. Ai francesi l’ardua sentenza.

Rosa Ricchiuti

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