Home Cultura Galeria, la nuova Atlantide immersa e fagocitata dai rovi

Galeria, la nuova Atlantide immersa e fagocitata dai rovi

 

Galeria è il nome latinizzato di quello più antico, di origini etrusche, di un borgo finito nell’oblio e dimenticato dalla notte dei tempi, fagocitato dalla natura e dal tempo, una sorta di nuova Atlantide avvolta dai rovi: Galeria, l’antica Careja ha radici etrusche antichissime, praticamente a sud del lago di Bracciano a pochi chilometri da Roma, ed è possibile raggiungerla dalla strada che dalla via braccianese unisce Santa Maria di Galeria, un piccolo borgo situato ad un chilometro da Galeria stessa. Di questo borgo ci sono giunte poche informazioni e scritti, qualche traccia qua e là sulla “rete”, un articolo di un quotidiano risalente a circa 40 anni fa ed un ottimo libro “Galeria dei Manciforte” di Antonino Turano stampato nel 1991.

A segnalare questo borgo non c’è nè una scritta nè una targa, neppure una minima indicazione turistica ma solo una stradina sulla destra  dopo il bivio di Santa Maria di Galeria: si tratta di un piccolo viottolo non asfaltato e carrabile tanto che il turista deve intraprendere la strada a piedi, ritrovandosi però alla fine premiato della fatica con la stupenda visuale dell’antico Borgo e dei suoi ruderi, mura medievali antiche, parti e zone di antiche chiese in cui ancora si possono scorgere e rintracciare nicchie ed absidi in cui si sono venuti a trovare antichi dipinti, rosoni ed affreschi oltre che i resti del castello. La natura che ha sovrastato e ricoperto, per così dire “fagocitato” il borgo oltre che nasconderlo lo ha infatti anche protetto e sorretto in alcuni casi: basti pensare all’esempio di un tronco d’albero innestato in un arco medievale che permette ad entrambi di sorreggersi a vicenda.

Galeria ha alle spalle una lunga storia: nel VII secolo, come riporta Turano nel suo libro, il Pontefice Zaccaria trasformò il borgo in Domus-Culta mentre nell’ XI secolo sembra essere stata distrutta dai Saraceni; nell’anno 1059 invece andò a finire sotto il dominio del Conte Gerardo, figlio di Ranieri, signore di Galeria e Sutri che offrì asilo all’antipapa Benedetto X. Dopo varie peripezie, nel 1527 vi ritroviamo tra l’altro il Principe d’Orange a soggiornarvi dopo la fuga di Clemente VII da Castel Sant’Angelo mentre nel 1536 Girolamo Orsini accolse in Galeria l’imperatore Carlo V.

Furono gli Orsini i possessori di Galeria per diversi secoli ma, con il peggioramento della loro situazione finanziaria, furono costretti a vendere il feudo che passò prima agli Odescalchi ed in seguito ai Manciforte: è dal 1700 che iniziano a vedersi i primi segnali di decadenza  con la diminuzione dei suoi abitanti, ma il picco fu raggiunto nel 1805 quando ne rimasero solo 8. Galeria difatti da maggio a settembre andò svuotandosi sempre più a causa del riacutizzarsi della malaria e nonostante i  diversi e numerosi tentativi di ripopolamento e ristrutturazione del borgo, nel 1809 anche l’ultima famiglia abbandonò il borgo: l’ndiretta causa dello spopolamento di Galeria fu il fiume Arrone dal momento che, durante i mesi estivi, diveniva un ruscello con diverse pozze stagnanti che favorivano il diffondersi della malaria.

Rossella Lalli