Pedofilia, vescoso si dimette in Belgio per “fatti gravi”: aveva confessato gli abusi

Monsignor Roger Vangheluwe. 75 anni

Una pioggia di dimissioni sta colpendo la Chiesa cattolica in giro per l’Europa a causa dello scandalo per la pedofilia. Dopo la Germania e l’Irlanda, oggi è protagonista il Belgio, dove il vescovo della città di Bruges, Roger Vangheluwe, si è dimesso dalla sua carica per “fatti gravi”. Tale espressione è riportata nel comunicato di dimissioni firmato nella giornata odierna dal Pontefice, e diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede, il quale ha comprensibilmente accettato l’immediata destituzione.

Il vescovo, 75 anni, da più di venticinque ricopriva il suo ruolo di capo episcopale della cittadina belga. Direttamente colpevole di abusi su minori, ha confessato di aver violentato un ragazzo, con l’aggravante del preminente ruolo che ricopriva. “Quando ero ancora semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato – ha tristemente ammesso Roger Vangheluwe – ho abusato sessualmente di un giovane nell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni – ha convenuto il vescovo – ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato. E neppure io lo sono. La tempesta mediatica di queste ultime settimane ha rafforzato il trauma. Non è più possibile continuare in questa situazione. Sono profondamente dispiaciuto per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in generale”.

Dichiarazioni forti, che faranno scalpore e che apriranno il fianco a numerosi punti interrogativi poiché, se come viene affermato gli abusi si sono verificati nei primi mesi della sua carica di vescovo, essa ha avuto inizio nel 1984. È impensabile come un sacerdote, e ancor di più un vescovo, che dovrebbe avere a cuore la crescita spirituale e personale di un ragazzo, come di tutti i fedeli, possa vivere nel peccato, abusare e traumatizzare una persona senza pentirsi o senza fare nulla per tentare di rimediare all’increscioso gesto. Farà discutere anche l’immobilismo della famiglia del giovane che non ha mai denunciato i fatti, ma continua nella sua disperazione silenziosa.

Nell’inchiesta sulla pedofilia che sta sconvolgendo la Chiesa anche in Belgio, appena due giorni fa, lo scorso 21 aprile, un prete, Robert Borremans, era stato condannato per violenze sessuali risalenti agli anni Novanta e verificatesi dal 1994 in poi, ma scoperte solo ora.

L’annuncio delle dimissioni è sostanzialmente un’ammissione di colpevolezza. Sconvolge il numero di sacerdoti che si è ritirato e la dislocazione nell’intera Europa, con una diffusione che fa spaventare milioni di fedeli.

Il Vaticano ha deciso di percorrere la strada della trasparenza, tuttavia il terremoto è appena iniziato e non è dato sapere quali esiti avrà.

Emanuele Ballacci

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