Roma, la rinascita di Menez: “Mi sono ritrovato grazie a Ranieri”

C’è voluto più di un anno e mezzo per poter vedere il vero talento di Jeremy Menez,  quello che due estati fa convinse il direttore sportivo giallorosso Pradè a strappare al Monaco questo francesino classe ’87, di cui tutti dicevano un gran bene.

Una strada non facile, quella di Menez in giallorosso. Un percorso che lo ha visto molto spesso in discussione, sempre incitato e spronato da Spalletti prima e da Ranieri poi, a cercare di dare sempre il meglio, di impegnarsi e di dimostrare di sapersi meritare il campionato italiano.

Tutte cose non facili per uno come Jeremy, ragazzo dal carattere introverso e particolare, abituato all’ambiente dorato e protetto del Principato di Monaco. Il salto è stato doppio, triplo e le difficoltà non sono mancate, al punto che più volte il giocatore aveva pensato di far ritorno in Francia per trovare quello spazio che nella Roma non riusciva ad avere.

Poi quest’anno, la svolta con l’arrivo di Ranieri. Il tecnico dall’inizio punta molto su di lui, lo incita e lo segue passo passo negli allenamenti. Mano a mano lo inserisce all’interno dei meccanismi della squadra, ma a volte il talento transalpino sembra svogliato e poco presente nel gioco. Così, dice Ranieri, non va. Ed ecco arrivare il momento del vero cambio di passo, come racconta lo stesso Menez in un’intervista al mensile France Football: “Quattro mesi fa  ho avuto una bella discussione con l’allenatore. Abbiamo messo le carte in tavola e soprattutto lui mi ha detto che credeva in me”.

Da qui inizia la seconda vita a Roma per il numero novantaquattro: “Avevo forse bisogno di sentire quelle parole. Io so che ho delle qualità, ma avevo bisogno di crescere mentalmente. Ho fatto degli sforzi in questa direzione e, oggi, stanno pagando. Ho vissuto la mia prima esperienza all’estero a 22 anni e ho preso coscienza di certe cose. Ormai mi diverto!”.

Adesso “Houdini”, come è soprannominato dai tifosi giallorossi, è diventato un punto fermo della Roma lanciata verso lo scudetto. L’apice lo ha raggiunto nel derby con la Lazio di domenica scorsa, quando il suo ingresso ad inizio ripresa al posto di Totti ha trasformato una Roma fino a quel momento irriconoscibile.

Ranieri sembra non poter più fare a meno del suo estro: “Sto talmente bene che posso giocare a destra, al centro o a sinistra. A centrocampo o in attacco non mi pongo più questi problemi. Do tutto per la squadra. Sono più completo e rigoroso tatticamente. Ho trovato il mio percorso, mi sento appagato. Alla Roma mi sono fatto il mio nido”.

E la Nazionale? Menez ci crede e rivela di avere ancora la speranza di riuscire a partire per i Mondiali sudafricani: “Ci credo fino in fondo – assicura – dire il contrario sarebbe mentire”.

Francesco Mancuso

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