Tremonti “bacchetta” Fini e Berlusconi: Questo è il tempo dell’unità

Si comincia con le divisioni ideologiche, si passa alle divisioni personali, si finisce con la frantumazione del partito“. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha ieri citato Don Luigi Strurzo per esorcizzare il pericolo di “una profezia che si è già avverata e che non vogliamo si avveri ancora“. Prendendo la parola alla “movimentata” Direzione nazionale del Pdl, il responsabile delle Finanze ha tentato la via del “ricongiungimento”, invitando i protagonisti della paventata spaccatura a “deporre le armi” per onorare il patto siglato con i tanti elettori.

“Sono sicuro che su questo siamo tutti d’accordo – ha continuato Tremonti – perché siamo un popolo e non siamo un partito, perché abbiamo un dovere verso il nostro Paese, perché abbiamo un leader capace di onorarlo. C’è un tempo per ogni cosa. Questo non è il tempo negativo delle divisioni. Questo – ha scandito il ministro – è il tempo positivo del fare insieme”.

E delle analisi lucide e puntuali. “È un dato rilevante di queste elezioni regionali – ha notato Tremonti – il fatto che la sinistra ha perso al Nord, nei ceti produttivi e che una quota importante del proletariato è passata a destra. La Lega ha parlato forte sull’immigrazione e la sicurezza, ma tra il Nord e l’Appennino noi siamo l’unica forza con una rappresentanza nazionale: per questo abbiamo un’enorme responsabilità e dentro questa responsabilità – ha continuato il responsabile di via XX settembre – c’è quella della questione meridionale: dobbiamo essere forti e uniti perché siamo i soli che lo riconoscono”.

Quella meridionale – ha insistito il ministro dell’Economia – non è solo una questione economica, è soprattutto una questione politica e nazionale. Lo Stato deve fare lo Stato a partire dall’ordine pubblico e lo sta facendo, mentre alcuni privati non devono più cannibalizzare lo Stato. La soluzione non è dare meno fondi ma spenderli meglio“; per questo, ha spiegato il ministro, “il federalismo non è sufficiente ma di certo necessario”.

L’ultima considerazione, Giulio Tremonti, l’ha infine riservata allo stato di salute delle finanze nazionali. “Non siamo fuori, ma siamo ancora dentro una crisi economica che è la piu’ grave dagli anni ’30 – ha ammesso – Se non abbiamo fatto la fine della Grecia non è stato solo per merito mio, è stato merito di tutti noi e soprattutto merito di Silvio Berlusconi, alla forza delle sue idee. E’ anche per questo – ha ribadito il ministro – e ancora per questo, che dobbiamo essere uniti e forti“.

Maria Saporito

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