Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica A Salerno Cirielli cancella la Liberazione

A Salerno Cirielli cancella la Liberazione

Il presidente della Provincia campana, Edmondo Cirielli ha letteralmente cancellato la Resistenza e la lotta di liberazione dall’occupazione nazifascista dal manifesto celebrativo del 25 aprile, scatenando numerose reazioni. Il manifesto in questione celebra il 25 aprile senza citare la Resistenza e sottolineando invece l’intervento dell’America “che ha salvato l’Italia dalla dittatura comunista”.

Antonio Marciano, consigliere regionale del Pd e coordinatore della segreteria campana del partito, ha affermato: “Il maldestro tentativo di Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno, di rimuovere il valore straordinario della lotta dei partigiani ai fini della liberazione dal nazifascismo e’ gravissimo e vergognoso. Tentare di riscrivere la storia e’ assurdo tentare di farlo quando si ricopre una carica istituzionale lo e’ ancora di piu’. Se oggi Cirielli e tanti di noi possono essere eletti e possiamo agire in democrazia lo dobbiamo sia agli americani sia ai tantissimi partigiani che per la liberta’ di questo paese ci hanno rimesso la vita”. Luigi De Magistris, dell’Italia Dei Valori, accusa Cirielli di “revisionismo”: “Forse al presidente della Provincia di Salerno le parole Liberazione e Resistenza fanno paura visto il clima di neo-fascismo imperante nel Paese grazie all’operato di questo Governo. “Cirielli – sostiene De Magistris – ha attuato un tentativo peloso di riscrittura della Storia, un revisionismo infamante che insulta il sacrificio di tanti italiani che, insieme agli Alleati, liberarono il Paese dal giogo della dittatura, inaugurando una stagione democratica e repubblicana. Fa male che questo tentativo provenga da un rappresentante istituzionale e fa paura che avvenga proprio in un passaggio così delicato come quello che sta vivendo il Paese”.

Lo stesso Cirielli è tornato sull’argomento: “Il senso del manifesto per la celebrazione del sessantacinquesimo anniversario della Liberazione, per la verita’ – dice il presidente della Provincia – e’ molto chiaro ed e’ reso palese dalla lingua italiana, che notoriamente e’ la piu’ complessa e ricca di espressioni nel panorama delle lingue indoeuropee. La presa di distanza dalle conseguenze nefaste per la democrazia dell’esperienza fascista è  inequivocabilmente, scritta nel manifesto, nel quale si legge che la Festa del 25 aprile celebra la riconquista della libertà del popolo italiano e la difesa dei valori fondanti per la dignita’ dell’uomo e per la convivenza civile e democratica della nostra comunita’ nazionale. La realtà è che una certa cultura antidemocratica, per anni a servizio della Russia comunista, vuole negare alle giovani generazioni la possibilita’ di conoscere una serie di verita’ storiche, che io invece ho inteso sottolineare: senza l’intervento e il consequenziale sacrificio di centinaia di migliaia di giovani americani, l’Italia non sarebbe stata liberata e la Coalizione non avrebbe sconfitto la Germania nazista. La Resistenzaera un movimento composito che intruppava anche persone che non combattevano per la liberta’ e per la democrazia, ma per instaurare una dittatura comunista in Italia; se ci avesse liberato l’Armata Rossa, anziche’ gli Americani, per 50 anni non saremmo stati un Paese libero”.

Stefano Bernardi