Attentati a ripetizione in Iraq da parte di al-Qaeda

Cause della bomba al mercato di Sadr City

Tra domenica e martedì scorso, due importanti leader dell’organizzazione terroristica di al-Qaeda sono stati uccisi in seguito a blitz proposti dalle forze armate irachene sciite.

Nelle ultime ore sembra però che la potenza di al-Qaeda non sia di certo diminuita, anzi. Infatti, per vendicarsi del torto subito hanno fatto esplodere diversi ordigni in zone molto affollate appartenenti alle comunità sciite, soprattutto di Moqtada al-Sadr, l’Imam radicale sciita.

In zone di preghiera, nei mercati in ora di punta e anche in sedi parlamentari, appunto dove Moqtada era presente, sono state fatte esplodere delle mine che hanno provocato gravi danni, ma soprattutto numerose vittime.

Il bilancio per ora si è fermato a quota 200 feriti, mentre le morti si sono calcolate a 60. 13 le esplosioni riscontrate in varie regioni sciite in Iraq.

Il portavoce della sicurezza a Baghdad il generale Qassim al-Moussawi ha dichiarato che la situazione è sicuramente grave. Quasi certamente gli attacchi, anche se non rivendicati, sono stati fatti partire da al-Qaeda, per il metodo usato e per le zone, in maggioranza sciita, che sono state colpite.

Continua spiegando un dato molto preoccupante. I due leader, Abu Ayyub al-Masri capo della fazione in Mesopotamia e Abu Omar al-Baghdadi Emiro dello Stato islamico in Iraq, sono stati sì tolti dalla loro organizzazione, ma sembra che la cellula terroristica si rigeneri in fretta e senza perdere potenziale offensivo.

I due attentati più gravi sono stati riscontarti nelle zone di maggior affluenza sciita. Due autobomba sono state fatte brillare vicino agli uffici parlamentari di al-Sadr a Baghdad e a Sadr City il quartiere più popoloso e degradato della capitale, provocando la morte di 35 civili.

Sempre a Sadr City altri attentati sono stati compiuti, tre ordigni alle moschee e due bombe al mercato.

I terroristi sono arrivati anche nella città di Khalidiya, nella provincia del al-Anbar, un tempo conosciuta come la roccaforte sunnita e svincolo importante per molte questioni politiche.

Dal Ministero della sicurezza nazionale però sono sempre convinti che gli insorti, riconosciuti come al-Qaeda, abbiano subito forti smembramenti nell’ultimo periodo e che la loro potenza si va mano a mano disfacendo.

A dirlo è il generale Atta che continua sostenendo che la mappatura degli obbiettivi di al-Qaeda e delle operazioni fatte sia stata già compilata. La situazione sarà sotto controllo.

Non d’accordo Sharwan al-Waili, ministro della sicurezza nazionale in carica, che sostiene che comunque cellule dislocate intorno all’Iraq si stanno muovendo e che il popolo è preoccupato.

È proprio l’Iran che crea i problemi e lamenti da parte dei sunniti si fanno sempre più forti, preoccupati che con la lotta contro al-Qaeda e le truppe americane in partenza dall’Iran, Teheran si faccia avanti per reclamare alcuni diritti infondati.

Nonostante questi dialoghi interni al ministero della sicurezza, i dati rimangono allarmanti, al-Qaeda da inizio aprile, senza due dei suoi leader, ha comunque causato la morte di 100 persone.

di Andrea Bandolin

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