Fini calma le acque e punta verso la tv

Giovedì scorso ha perso il suo proverbiale aplomb quando il presidente del Consiglio, dal palco dell’Auditorium di Roma, gli ha inveito contro, accusandolo di aver cambiato idea su tutto. Non ce l’ha proprio fatta e ha dovuto abbandonare la spinosa seduta per scattare nervosamente in piedi, puntando l’indice contro il co-fondatore demistificatore.

Sbollentata la rabbia, il presidente della Camera, si appresta adesso a studiare una nuova strategia offensiva: più sottile e velenosa, puntando verso un terreno tanto caro al Cavaliere, con l’intenzione di rendere i suoi nuovi attacchi ancora più pungenti. Il giorno dopo la Direzione nazionale del partito, Gianfranco Fini si è recato a Montecitorio per disbrigare alcune pratiche di lavoro; lì è stato raggiunto alla spicciolata da alcuni “fedelissimi” come l’immancabile Italo Bocchino (bersaglio scelto dei berluscones), Silvano Moffa e Benedetto Della Vedova.

A loro il presidente della Camera avrebbe esposto le nuove linee-giuda, invitando tutti ad abbassare i toni, a non alimentare nuove polemiche, a non cedere alla tentazione delle provocazioni lanciate dai “nemici in casa”. Gianfranco Fini sa, infatti, che il premier tenterà con ogni mezzo di vendere l’accesa discussione che si è consumata tra loro in occasione della Direzionale nazionale, come il tentativo, da parte dell’ex An, di minare la stabilità del partito. E sa anche che il Cavaliere cercherà di fare piazza pulita intorno a lui, indicandolo come l‘incendiario intenzionato a smantellare la costruzione faticosamente edificata insieme.

Per questo motivo – avrebbe spiegato Fini ai suoi – le parole d’ordine del momento dovranno essere: calma e prudenza. E un pizzico di furbizia, che il presidente della Camera intende dimostrare intensificando le sue uscite mediatiche sul piccolo schermo. Potrà così “sfidare” il co-fondatore del Pdl su un terreno di strategica importanza, in grado di sconvolgere sondaggi e di riformulare statistiche e consensi.

Non solo, Gianfranco Fini avrebbe anche confidato ai suoi l’intenzione di inaugurare una sorta di tour  per l’Italia per ottimizzare il contatto con la gente (e con la base del partito) e per spiegare loro la fondatezza delle sue posizioni. Il presidente della Camera sembra, infatti, aver preso coscienza del fatto che solo scendendo in strada con la gente e conquistando gli spazi mediatici giusti potrà concedere qualche chance di successo al suo “grido” di protesta. E tentare di “duellare” (ad armi pari) con il coro intonato dai “burloscones” e amplificato dalle dirette Tv ormai da troppo tempo.

Maria Saporito

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