Mark Twain: è il centenario della morte del grande scrittore americano

Il 21 aprile del 1910 moriva Mark Twain, uno dei più grandi scrittori ottocenteschi della letteratura americana. Samuel Langhorne Clemens nacque in florida nel 1835 ed fu un’artista polivalente e dai grandi talenti: scrittore,umorista, letterato, lettore universitario e conferenziere. Una delle figure intellettuali più importanti del diciannovesimo secolo.

Wikipedia riporta un interessante aneddoto che riguarda il suo nome: “Secondo alcuni il suo principale pseudonimo deriva da un grido (in antico slang americano) che era un tempo usato nella marineria fluviale degli Stati Uniti per segnalare la profondità delle acque nella navigazione fluviale: by the mark, twain, ovvero: dal segno, due (sottintesotese)”.

Sono numerosissimi i romanzi scritti da Mark Twain. Molti di questi fanno parte del canone internazionale della letteratura e ancora oggi sono conosciutissimi. Il più famoso è Le avventure di Huckleberry Finn (Hemingway lo definì con queste parole: “Tutta la letteratura moderna statunitense viene da un libro di Mark Twain Huckleberry Finn. Tutti gli scritti Americani derivano da quello. Non c’era niente prima. Non c’era stato niente di così buono in precedenza”).

Ma possiamo citare anche altri titoli come: Le avventure di Tom SawyerIl principe e il poveroUn americano alla corte di re Artù e Vita sul Mississippi.

Da molti critici è stato definito come l’anello di congiunzione tra Edgar Allan Poe e Herman Melville, altri due capisaldi della letteratura statunitense. I suoi scritti sono fondamentali perché, con occhio lucido, analizzano la società del tempo giudicandola nella sua negatività e positività. Uno strumento indagatore molto efficace. Twain possiede una grande capacità scrittoria svolta sulle pagine con grande proprietà di linguaggio. Passa dalla satira alla serietà. Dal reportage alla lirica.

L’ultimo periodo della sua vita e però determinato da un certo pessimismo. Twain perde quella vena ironica e propositiva che aveva contrassegnato la sua vita e le sue opere. Questa nuova concezione pessimista la si ritrova in romanzi come “Wilson lo svitato” del 1894 e “L’uomo che corruppe Hadleyburg” del 1900.

Un grande autore che oggi meriterebbe un palcoscenico letterario di prima fascia, soprattutto in ambito scolastico.

Alessandro Frau

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