Parigi: “vita da clochard” in diretta sul blog

Una iniziativa interessante ed originale di un blog francese per tentare di risvegliare le coscienze sul tema delicato e sempre attuale dei “senza tetto”.

 

Se per caso avete una sorta di curiosità antropologica o filantropica nei confronti di quelle persone che vivono completamente ai margini della società, vagando quotidianamente per la strada in cerca di un pò di cibo e  un angolo dove poter dormire, potete soddisfarla attraverso un innovativo ed originale blog francese.

Il sito transalpino www.danslapeaudunsansabri.com ha pensato di intraprendere una campagna di sensibilizzazione in collaborazione con l’assistenza sociale francese, il Samu social, nei confonti dei “senza tetto”.
L’obiettivo non è ovviamente solo quello di mostrare la realtà di disagio economico in cui si trovano i clochard ma è soprattutto quello di portare alla luce  la condizione di solitudine terribile e di sofferenza psichica in cui i senza tetto si trovano.

“Abbiamo deciso di non prendere più la parola al posto loro, ma di lasciare ai senza tetto la possibilità di mostrare come vivono”  ha spiegato alla stampa Stefania parigi, la direttrice del Samu Social, ha poi continuato spiegando che sono stati interpellati per il progetto di sensibilizzazione quattro clochard a cui sono state montate delle mini telecamere nascoste negli occhiali per fare in modo che potesero filmare alcuni momenti della loro giornata nell’arco delle 24 ore.

Sono state realizzate più di 40 ore di pellicola, ridotte poi a 24, reperibili on line. L’effetto è davvero realista: le immagini scorrono senza sosta rendendo bene l’idea della vita vissuta dai quattro protagonisti.
Una quotidianità difficile, fatta prevalentemente di disagionoia, sofferenza, solitudine e violenza spesso sotto gli sguardi indifferenti dei passanti.
Naturalmente il videofilmato è più che altro una provocazione lanciata dal blog con il fine di sensibilizzare soprattutto i più giovani al rilevante problema dell’egoismo sociale che sembra essere sempre più una vera e propria piaga delle società odierne. 

Fiorenza Ciribilli