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Passi avanti nello studio del Sole

E’ stato lanciato in orbita lo scorso 11 febbraio e solo adesso ci arrivano le immagini che documentano la sua avventura e il suo viaggio. Stiamo parlando del satellite “Solar dynamics observatory” (Sdo) mandato in “missione” dalla Nasa per tentare di risolvere alcuni dei misteri che ruotano attorno alla nostra stella, il Sole. “Queste immagini – spiega entusiasta il direttore della divisione di eliofisica della Nasa Richard Fisher – mostrano un sole dinamico che non avevo mai visto in quarantanni di ricerca”.

E’ infatti da oltre trentanni che gli studiosi si interrogano sul funzionamento del Sole, in particolare sulla causa che genera le altissime temperature di vari milioni di gradi presenti nella corona solare, quando nella cromosfera sottostante il termometro si ferma a “soli” 6 mila gradi. Il satellite ha poi rassicurato tutti coloro che temevano l’eccesiva quiete della stella in quest ultimo periodo: secondo i dati raccolti dallo Sdo la massa infuocata che tutti i giorni vediamo brillare sopra di noi, ne avrà almeno per altri sette miliardi di anni. Un altro motivo di studio è il ciclo undecennale del Sole che, con il suo momento di massima e di minima attività, sembra non essere ancora del tutto chiaro.

Resta comunque il fatto che, nonostante le decine di satelliti inviato fino ad oggi, troppi misteri devono essere ancora risolti. Per far si che ciò avvenga è necessario un ulteriore salto in avanti verso tecnologie che ci permetteranno di osservare il Sole sempre da più vicino. L’Esa europea ha in cantiere la sonda Solar Orbiter che lancerà nel 2015 e che rimarrà in orbita a una distanza di 30 milioni di chilometri dall’astro, cioè all’interno dell’orbita di Mercurio. La Nasa sta invece rielaborando il progetto di Giuseppe Colombo il quale, quando negli anni ’70 era al Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena, propose di inviare un sonda kamikaze che precipitasse sulla stella in modo tale da poter indagare fino all’ultimo secondo di funzionamento e da vicinanze eccezionali altrimenti inaccessibili.

di Roberto D’Amico