Thailandia: Bangkok meta sconsigliata per la Farnesina

Le manifestazioni di protesta antigovernative delle camicie rosse rendono Bangkok una città, al momento, poco sicura e il Ministero Affari Esteri sconsiglia agli italiani i “soggiorni non necessari” nella capitale thailandese.

L’unità di crisi della Farnesina ha pubblicato un annuncio sul sito www.viaggiaresicuri.it dove si legge che ” non è da escludere che nei prossimi giorni la situazione possa deteriorarsi con episodi di violenza, estendendosi anche ad alcune zone turistiche e commerciali della capitale”. Il comunicato continua specificando che, pur nell’intenzione di non coinvolgere stranieri e turisti,  è meglio attendere che la situazione torni alla normalità per recarsi a Bangkok. Per gli italiani che invece già si trovano in Thailandia, la Farnesina raccomanda la massima prudenza e l’evitare zone dove ci siano assembramenti di persone e manifestazioni.

Oltre al soggiorno e al transito nella capitale, l’unità di crisi sconsiglia di recarsi nel distretto di Kantharalak e nelle zone di frontiera con la Cambogia  dove questioni legate all’assegnazione dei confini hanno provocato violenti scontri e determinato l’intervento della polizia. Altra zona da evitare risulta anche la parte meridionale del Paese per i “frequenti” atti terroristici.

Le tensioni politiche, che si protraggono da più di un mese a Bangkok, vivono giorni cruciali. Le camicie rosse sembrano disposte a concedere un mese di tempo al governo e a negoziare sulla questione dello svolgimento delle elezioni entro tre mesi, pur di uscire dalla crisi. Veera Musikapong, uno dei principali leader del movimento, chiede lo scioglimento del Parlamento entro i prossimi trenta giorni per poi concederne altri 60 per organizzare le nuove elezioni.

Attraverso un comunicato, letto di fronte ai suoi sostenitori, Veera Musikapong ha chiesto che vengano ritirate le truppe militari dal luogo della protesta e che sia fatta chiarezza, attraverso un’indagine indipendente, sugli scontri che il 10 aprile scorso causarono la morte di 25 persone e sull’episodio, riguardante lo scoppio di 5 bombe, che due giorni fa ne ha uccise altre tre e ferite almeno 70.

Stefano Valigi