Ultrà, Maroni: “le squadre sono schiave dei tifosi”

Dopo i scontri tra tifosi delle ultime settimane il ministro Maroni, torna a parlare della violenza negli stadi e lo fa indicando le nuove iniziative del Viminale per arginare questo fenomeno che sta caratterizzando il calcio italiano: “L’opera, seppur meritoria delle Forze dell’ordine non è sufficiente. Dobbiamo educare i giovani e fare di tutto per arginare una risorgente violenza“. Oltre al Daspo, il ministro sta pensando all’adozione di un altro provvedimento, vale a dire, l’affidamento degli stadi alle società di calcio. “Questa è una grande riforma da fare. Oggi gli stadi, se escludiamo l’Olimpico, che è del Coni, sono di proprietà dei Comuni e durante la settimana rimangono assolutamente sguarniti. Gli stadi devono essere di proprietà delle società, controllati da personale professionista. In questo senso in Parlamento c’è una proposta di legge di riforma. Spero che possa essere approvata quanto prima“.

Maroni ha poi insistito su come le società di calcio in molte occasioni siano succubi dei loro tifosi: “Dopo l’omicidio di Raciti è stato fatto un ottimo lavoro da parte delle forze dell’ordine e di tutti quelli che si sono impegnati per creare una situazione di sicurezza dentro gli stadi. E’ uno strumento importante per garantire che chi vuole andare allo stadio, possa farlo in tutta tranquillità e sicurezza“. E parlando della tessera del tifoso, in realizzazione dalla prossima stagione, ha detto: “è stata contrastata da alcune tifoserie organizzate e da alcune società sportive, spesso succubi proprio delle tifoserie organizzate“.

Il ministro ha chiuso infine il suo intervento con una provocazione: “Spesso il sabato vado a vedere mio figlio piccolo giocare a calcio, e sento genitori che incitano bambini di 11, 12 anni a spaccare le gambe agli avversari in campo. Il daspo andrebbe dato anche a certi genitori“. Quanto alla violenza in campo, ha aggiunto.  “non si può parlare di lotta alla violenza e vedere in mondovisione un giocatore che esulta e un altro che gli dà un calcio e lo fa cadere. E vedere che chi lo fa non e’ sanzionato e’ incredibile. Tutto questo manda un messaggio devastante ai giovani“.

Pronta quindi da parte del governo un opera di cambiamento che vuole iniziare dall’educazione e la formazione dei bambini e dei più giovani, vero e proprio futuro del nostro calcio e non solo.

Paolo Piccinini

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