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Usa: è sfida tra Obama e gli inossidabili sudisti

Il presidente Usa Barack Obama

Tutto il mondo è paese, recita un vecchio e abusato proverbio. E questo forse non è poi così lontano dalla realtà, se è vero che in tutto il mondo i problemi che sorgono spesso sono gli stessi; senza poi contare che anche le soluzioni suggerite da alcuni, pur a grandi distanze, sono all’incirca le stesse. Così accade che anche gli Stati Uniti – come tanti altri paesi, tra i quali la nostra Italia – si trovano ad affrontare il problema dell’immigrazione clandestina, soprattutto negli stati del Sud, spesso soggetti a massicci arrivi di immigrati dal Messico.

Tra gli stati più soggetti a questo fenomeno c’è l’Arizona, stato conservatore che, sebbene del Sud, per combattere il fenomeno avanza proposte da far invidia alla nostra Lega Nord. Nella giornata di ieri la governatrice dell’Arizona, Jan Brewer, ha firmato un decreto che permette alle forze di polizia di arrestare anche senza motivo persone sospettate di essere entrate illegalmente nel Paese.

Una decisione del genere era destinata a suscitare inevitabilmente scalpore negli Stati Uniti, paese dalle profonde radici liberali che non vede di buon’occhio la benché minima limitazione alla libertà individuale. Ma il decreto in questione, ancora di più, sembra una provocazione nei confronti del presidente Barack Obama, che lo ha osteggiato sin dalla sua nascita date le forti connotazioni razziali che – più o meno involontariamente – scaturiscono da esso. Proprio rifacendosi alla tradizione “liberal”, così forte in America, Obama ha commentato il decreto affermando che “viola la libertà individuale degli americani”.

Non si è fatta attendere la risposta della governatrice Brewer, che ha sottolineato come “L’Arizona ha dimostrato molta pazienza e ha aspettato abbastanza a lungo che Washington risolovesse il problema dell’immigrazione illegale […] Ma decenni di rinvii e di politiche sbagliate hanno creato per noi una situazione pericolosa e insostenibile”. Di fatto le autorità hanno promesso che il provvedimento non verrà usato in maniera razzista o discriminatoria, ma gli ampi margini di discrezionalità del decreto rendono difficile credere a una promessa del genere.

Roberto Del Bove