Usa, New York: sventato piano terroristico per colpire la metropolitana

Avevano progettato di colpire New York attraverso esplosioni kamikaze in diversi convogli della metropolitana, in linee che conducono nella centralissima Manhattan, da eseguire durante il mese sacro del Ramadan. Il Washington Post ha riportato la notizia, definendo tale minaccia la più grave da quella dell’11 settembre 2001 a oggi. L’idea ricalcava l’attacco sferrato alla metro di Londra nel 2005, nel quale morirono 52 persone.

In relazione alla progettazione dell’imminente attacco terroristico, sono state arrestate tre persone, tutte con la cittadinanza statunitense, di cui due di origine afghana e uno bosniaca. L’arresto risale al mese di gennaio ma solo ora è stato reso noto alla stampa.

Zarein Ahmedzay, 25 anni, era un autista di taxi nella Grande Mela. Nell’interrogatorio condotto dal nucleo anti-terrorismo, si è immediatamente professato colpevole, rivelando le sue folli intenzioni e asserendo che avrebbe compiuto gli attentati contro il metrò per spaventare il Governo americano e far ripensare le strategie militari contro l’Afghanistan, ponendo fine al doloroso conflitto. “Sono contento di non aver fatto del male a nessuno – ha affermato il kamikaze fallito – ma credo che altri lo faranno”.

Najibullah Zazi, afghano, lavorava invece come autista di bus shuttle presso l’aeroporto principale di New York. Addestrato più volte nei campi militari di Al Qaeda, aveva il compito di mantenere i contatti con i leader dell’organizzazione terroristica che risiedevano in Pakistan. Essa fornendo la sua approvazione, aveva già dato il via libera alla realizzazione gli attacchi.

Adis Medunjanin, 25 anni, bosniaco, era tornato da poco negli Usa dopo un viaggio in terra pakistana con l’obiettivo di poter essere utile alla causa terroristica.

Secondo gli investigatori, i tre arrestati avevano contatti con due pericolosi leader di Al Qaeda, che tuttavia sarebbe stati uccisi dagli Usa durante attacchi missilistici nel novembre e dicembre scorsi.  Essi erano Saleh al-Somali, responsabile delle operazioni internazionali, e Rashid Rauf, alla guida della logistica dell’organizzazione.

L’Fbi avrebbe fermato Zazi su un’auto noleggiata, mentre si aggira per Manhattan con a bordo un grande carico di esplosivo, pronto per un attacco imminente. Se non fosse stato intercettato, probabilmente adesso staremmo ancora raccontando il dolore di quell’inferno. L’efficienza dei servizi di intelligence statunitensi è stata lodevole, tuttavia a distanza di quasi nove anni dall’attacco alle Torri Gemelle è vietato abbassare la guardia.

Emanuele Ballacci