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Aggressione Pandolfi: la difesa del paparazzo

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In attesa del processo, Mauro Terrranova, inizialmente arrestato con le accuse di lesioni gravissime, uso di arma impropria e omissione di soccorso ai danni dell’attrice Claudia Pandolfi, è stato rimesso a piede libero con obbligo di dimora dal Gip Carmine Castaldo.

A poche ore dalla sua scarcerazione, attraverso la voce dei suoi legali arriva la difesa ufficiale del paparazzo. Vittima di un’aggressione sarebbe stato proprio lui che non avrebbe più saputo come difendersi dalla temeraria Pandolfi. La bella commissaria di Distretto di Polizia si sarebbe letteralmente gettata contro il fotografo, addirittura mettendo il braccio dentro la sua macchina e colpendolo ripetutamente in volto. Solo a questo punto Terranova avrebbe tirato fuori lo spray al peperoncino e avrebbe colpito l’attrice, fuggendo poi con l’auto alla quale quest’ultima è rimasta attaccata. L’essere trascinata dalla stessa auto le ha provocato la rottura di due costole, un versamento al polmone e diverse escoriazioni.

La versione di Claudia è però ben diversa: stando alle sue parole, pronunciate direttamente da un letto di ospedale, Terranova l’avrebbe seguita per tutto il giorno, durante una passeggiata in compagnia di un amico per le strade di Roma. Il lungo pedinamento sarebbe avvenuto con l’intento di scoprire l’abitazione dell’attrice che, dopo ore di sopportazione sarebbe esplosa. Dalla richiesta di consegna della scheda di memoria della macchina fotografica di Terranova sarebbe nata la collutazione che poi ha portato la Pandolfi a subire conseguenze non trascurabili.

Per quanto riguarda le armi, in specifico lo spray urticante e la pistola elettrica, ritrovate nell’auto del paparazzo, il motivo della loro presenza non sarebbe un’ipotetica indole violenta di Terranova, bensì una precauzione che quest’ultimo avrebbe deciso di prendere dopo l’aggressione subita dalle guardie del corpo di un noto cantante partenopeo, come ha spiegato il suo collega Umberto Pizzi.

Le autorità dovranno ora accertare l’esatta dinamica dell’accaduto, se, quindi, Claudia Pandolfi abbia veramente messo le mani addosso a Terranova e, nel caso, per quale motivo; se per reazione o per sopraggiunta “insofferenza”. Sarebbe poi da stabilire anche, a priori, per quanto tempo un paparazzo possa seguire un personaggio pubblico, che pur rimanendo tale e dovendo di conseguenza giustamente sottostare a “determinate regole”, rimane comunque un essere umano, con la sua privacy, e non il classico mostro da sbattere in prima pagina ad ogni occasione e  a tutti i costi.

A.S.