Benedetto XVI: “Grazie a sacerdoti che lavorano coi bambini”

Era la “Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza” indetta dall’associazione Meter, domenica 25 aprile. E Joseph Ratzinger ha voluto ricordarlo. Rendendo grazie a “sacerdoti, suore, catechisti che lavorano con i ragazzi”.

Saluto in lingua italiana, piazza San Pietro, finale del suo Regina Coeli. “Rivolgo uno speciale saluto all’Associazione Meter, che da 14 anni promuove la Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza. In questa occasione voglio soprattutto ringraziare e incoraggiare quanti si dedicano alla prevenzione e all’educazione, in particolare i genitori, gli insegnanti e tanti sacerdoti, suore, catechisti e animatori che lavorano con i ragazzi nelle parrocchie, nelle scuole e nelle associazioni”.

Questi, numerosi, in piazza. Al fianco di una sparuta rappresentanza dell’associazione. E su questa giornata dedicata alle piccole vittime della violenza e dello sfruttamento il Vaticano ha diffuso, ieri mattina, anche una nota informativa redatta dal Servizio documentazione della Radio Vaticana. In questa, anche il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, registrato nei giorni scorsi, e improntato ad un’ “imperativo etico” volto alla “piena tutela” dei bambini.

La giornata al di là del Tevere non finisce, comunque, senza le schermaglie mediatiche tipiche di questi giorni. E non senza ragione. Il segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone, infatti, ha ribadito in una intervista al quotidiano catalano La Vanguardia uno dei suoi recenti e preferiti jingle. “Non c’é una relazione diretta fra il celibato e il comportamento deviato di alcuni sacerdoti”. Anzi, aggiunge: “è precisamente l’inosservanza del celibato che produce un progressivo degrado della vita del sacerdote, che cessa di essere un esempio, un dono, una guida spirituale per gli altri”.

Omettendo la seconda parte del classico. La più discussa, della sua criticatissima esternazione. Quella sulla relazione tra omosessualità e pedofilia. Su questa, intanto, è sicuro: “i fatti emersi negli ultimi tempi, l’insistenza nel porre in luce i peccati dei sacerdoti, impongono alla Chiesa, come indicato dal papa di rafforzare la lealtà al progetto di Cristo sulla missione sacerdotale e quindi l’impegno per la formazione, tanto iniziale quanto permanente del clero, che è la colonna vertebrale della comunità catalana”.

Vincenzo Marino