Bossi tuona contro Fini: dice bugie e deve dimettersi

“Non c’è unità senza federalismo“: titola oggi il quotidiano “La Padania”, che ha deciso di accompagnare la categorica affermazione con un sottotitolo destinato a rinfocolare le discussioni accese dallo scontro Fini-Berlusconi.  Riportando una dichiarazione resa dal leader del Carroccio, Umberto Bossi, il giornale pubblica infatti in prima pagina parole di severa condanna contro il presidente della Camera: “Fini ha esagerato, ha detto bugie ed è un problema se resta, si dimetta“.

Una posizione inequivocabile che contribuirà ad accrescere la diffidenza tra i due co-fondatori del Pdl, sempre più orientati a procedere lungo percorsi paralleli destinati – nonostante le reciproche rassicurazioni – a non incontrarsi più. Probabile supporre adesso che l’ultima “uscita” di Bossi creerà qualche problema al premier Berlusconi, impegnato – dopo il faccia  faccia di giovedì – a ricucire (almeno apparentemente, a favore delle telecamere e dei microfoni accesi) i rapporti con il presidente della Camera.

Lo ha fatto anche ieri quando, all’uscita dal Teatro La Scala di Milano, dove ha assistito al concerto organizzato in occasione del 65° anniversario della Festa della Liberazione in compagnia (tra gli altri) del presidente Giorgio Napolitano, ha tentato di consegnare ai pressanti cronisti parole di distensione di conciliazione. “Non sono mai stato protagonista di burrasche -ha dichiarato ieri il premier – Io non ho mai litigato, anche perché per litigare bisogna essere in due e l’ho detto anche a chi ha cercato di farlo”.

“Sono sempre stato sereno – ha proseguito Berlusconi – non ho mai dato risposte piccate in tanti mesi e continuo ad essere sereno, convinto di quello che sto facendo. Io poi, ad una età in cui sono in pace con me stesso, non ho rimpianti, non ho rimorsi, non ho mai fatto male a qualcuno e quando vado a letto alla sera – ha confidato il premier ai giornalisti – mi guardo allo specchio e dico: se stasera l’Angelo della morte arriva, mi prende con la coscienza pulita“.

Una “confessione” con la quale il presidente del Consiglio ha tentato di sconfiggere le diaboliche insinuazioni sulla sua “cattiva fede” politica, dichiarando di poter confidare – senza timori – nella sua specchiata integrità e di potersi incamminare con serenità verso il Giudizio Finale. Sulla terra e nell’aldilà!

Maria Saporito

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