Home Cultura De Chirico a Roma, la Natura della metafisica

De Chirico a Roma, la Natura della metafisica

Ogni volta che un artista si è proposto di mettersi in rapporto con il mondo non per riprodurre fedelmente le sue apparenze, ma per interpretarlo e reinventarlo, eccedendo nella razionalità fino a sfiorare il suo esatto contrario, ha sempre assunto un atteggiamento metafisico. De Chirico è stato il primo a capirlo fino in fondo”.

Il commento di Vittorio Sgarbi sull’opera di De Chirico, accompagna idealmente chi lungo l’allestimento di sette sale – volte a risolvere i rapporti fra natura, essere umano e mondo – vuole visitare la mostra a Palazzo delle Esposizioni, a Roma dal 9 aprile all’11 luglio, curata da Achille Bonito Oliva.

La Metafisica di De Chirico, infatti, prescinde la realtà, la dimensione fisica e temporale, ma anche quella onirica che rifiuta come componente stessa della realtà. La Metafisica di De Chirico è reinvenzione della realtà, è realtà immaginifica, ma sempre ancorata allo spazio e alle forme della Natura intesa come spazio umano. Per questo, il movimento da lui fondato e che proprio quest’anno raggiunge il suo centenario, esprime il rapporto fra l’uomo del suo tempo e contesto nel quale è immerso senza perdersi in una dimensione irreale. Gli spunti per la realizzazione delle opere vengono a De Chirico osservando la realtà, cercandola. L’aneddoto dell’uomo che cammina nel lucido parquet riflettendo la sua immagine, conduce De Chirico a una serie di tele raffiguranti la scomposizione dell’uomo scontornato per immergersi nella natura dell’acqua trasfigurata, gelida fonte di non vita.

Per questo, tutto in De Chirico è enigmatico. Le raffigurazioni devono essere ricostruite e chi vuole cercare la realtà nella sua trasformazione non ha scampo per la comprensione. Questo è uno dei motivi per i quali De Chirico è il pittore della solitudine. La sua visione della realtà è intimista, ma allo stesso tempo da condividere perchè offre all’uomo del suo tempo, manichino e maschera, una visione pensata e ragionata del mondo, vista da piazze di un’Italia trasformata, in una Natura che prende elementi dell’antica Grecia, della modernità di un treno, della geometria di un palazzo tutto frullato insieme in una armonica visione di una contemporaneità senza tempo.

di Fabiana Galassi