Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Fini: non fondo nessun partito, saremo leali

Fini: non fondo nessun partito, saremo leali

Gianfranco Fini rivendica la sua appartenenza al PdL. Alla trasmissione “In Mezz’ora” di Rai 3 ha voluto precisare alcuni concetti chiave sul recente scontro in diretta tv tra lui e il Presidente del Consiglio. “non ho alcuna intenzione di fondare altri partiti“, ha detto il Presidente della Camera, voglio solo “discutere dentro il Pdl su problemi politici perchè penso che così il Pdl ci guadagna”, ha poi proseguito.

In effetti, la diversità di vedute tra lui e il Cavaliere su alcune direzioni da prendere appare abbastanza ampia. Il “fastidio” mostrato dall’ ex-leader di AN verso il legittimo impedimento ad esempio non è certo un mistero ed anzi, proprio durante lo scontro in sede alla direzione nazionale del partito, è stato uno degli argomenti più dibattuti.

Il fulcro della questione rimane però la Lega, o meglio la sua attuale strapotenza, anche nei confronti dello stesso PdL. Quest’ultimo forse si dovrebbe preoccupare più del Carroccio, che dell’ipotizzato sganciamento di  Gianfranco Fini. Infatti, se la terza carica dello Stato, sempre oggi a Rai 3, ha dichiarato di non aver “mai messo in discussione la leadership di Berlusconi. Lui è il leader, è il presidente del Consiglio, e ha diritto di governare“, Umberto Bossi, che pur riconosce la leadership del Cavaliere, è diventato, soprattutto alla luce della netta vittoria del suo partito alle regionali, oltremodo pressante sulle questioni riguardanti le richieste leghiste che da tempo stanno rimanendo “in stallo”, prima fra tutte il  federalismo.

il “Sciur Umberto”, tra l’altro, ha varie perplessità, che ha espresso in modo indiscutibilmente chiaro anche in queste ore, sulla reale volontà del Presidente della Camera di attuare le riforme in senso federalista. Di conseguenza, non solo a Fini sembra non piacere molto la forte influenza del Carroccio sulle attività di Governo, ma il discorso appare del tutto fattibile anche al contrario.

Bossi, nella sfuriata sulle pagine della Padania, ha definito Fini un “meridionalista”; il termine, inteso in senso tecnico piuttosto che utilizzato ” a mo’ ” di bandiera, starebbe ad indicare una volontà assistenzialista a tempo indeterminato volta a risolvere la questione del Sud. Per il segretario nazionale della Lega Nord non vi è dubbio che la suddetta questione non si possa assolutamente affrontare percorrendo quella via.

In ogni caso, la crisi emersa dalla riunione nazionale di giovedì scorso sembra essere rientrata, almeno parzialmente. “E’ da irresponsabili il solo parlare di elezioni anticipate – ha tuonato Fini – perchè gli italiani non capirebbero e sarebbe il fallimento di Berlusconi che ha una maggioranza come non si vedeva da tempo non ci saranno imboscate, noi saremo leali e faremo la nostra parte”.

Nella realtà, di elezioni anticipate avevano parlato quasi tutti, Bossi compreso, pur usando un azzeccatissimo condizionale. Addirittura, “Il Giornale” di Feltri, con il quale Fini ultimamente non sembra andare molto d’accordo, aveva definito l’ipotesi  di una nuova tornate elettorale prima della fine dei tre anni di legislatura ” l’arma segreta del Cavaliere“.

Quest’ultimo invece si era limitato a dire che il Governo sarebbe andato avanti lo stesso, con o senza “Gianfranco”, che, a conclusione del suo intervento alla trasmissione Rai ha detto: “Abbiamo davanti tre anni di Legislatura per fare le riforme“. Menomale che l’avete capito, potrebbe pensare un elettore qualunque.

Angelo Sanna