Istat: cresce consumo di alcol fuori pasto

In base ai dati dell’ISTAT su uso e abuso di alcol nel 2009, riguardanti un monitoraggio della popolazione italiana dopo gli undici anni, gli italiani avrebbero cambiato i tempi e le modalità di consumo di alcolici.

I dati vengono resi noti proprio in concomitanza con una ricerca italiana, presentata giorni fa all’Annual Meeting della American Association for Cancer Research, in base alla quale si è accertato il triplice legame tra l’elevato consumo di alcol, il rischio di tumori e l’invecchiamento, a causa dell’accorciamento dei telomeri, parti terminali dei cromosomi, responsabili della vita delle cellule.

Pur continuando a rimanere stabile l’assimilazione, inalterata nel corso degli ultimi dieci anni, cambiano le abitudini, che si fanno cattive come quelle dei nord europei: si esagera a bere fuori dai pasti e gli anziani sono più a rischio dei giovani.

Coloro che hanno superato i 65 anni infatti, sono i più esposti a causa dell’avanzare dell’età e della capacità dell’organismo di assimilare alcol. In totale sono 3 milioni e 17mila, gli anziani che esagerano con l’alcol, soprattutto vino a pranzo e cena.

Per quanto riguarda i giovani invece, questi dimostrano una pericolosa inclinazione verso il bere fuori pasto, a causa principalmente della nuova moda del “binge drinking“, non va inoltre dimenticato in questa statistica, il genere femminile, che sembra il più attratto dalla nuova abitudine dell’aperitivo.

Tra le donne infatti, il bere fuori pasto è aumentato del 23,6 per cento nell’arco di dieci anni,  a differenza dell’aumento negli uomini cresciuto solo fino al 6,2 per cento.

Inoltre cambiano i gusti: i giovani oltre al vino ed alla birra iniziano ad apprezzare molto anche aperitivi, amari e superalcolici, aumentati rispettivamente del 18,5 per cento tra 14-17 anni, del 12,3 per cento tra 18-24 anni e del 1,9 per cento tra 25-44 anni.

Va però detto che in Europa siamo tra i meno trasgressivi, l’Eurobarometro infatti ci informa che, l’Italia risulta uno dei paesi con minor numero di bevitori, di cui il 60 per cento beve sotto la media europea quantificabile in un 76 per cento, meglio di noi fa solo il Portogallo.

Se tra gli adulti sono diminuiti coloro che consumano giornalmente alcolici, si legge ancora nei dati Istat, crescono però i bevitori occasionali. E’ elevata inoltre la percentuale di giovani di età compresa tra 11 e 15 anni, che ammette di aver consumato una o più bevande alcoliche almeno una volta l’anno.

Giulia Di Trinca