Legambiente: “Liberiamo l’Italia dal nucleare!”

Sono passati ben 24 anni da quel maledetto 26 aprile 1986 quando a Chernobyl, in Ucraina, esplose il reattore numero 4 della centrale nucleare provocando una tragedia che, dal punto di vista dei danni, ancora oggi non riesce ad essere quantificata. Per i “favorevoli al nucleare” le moderne centrali non rischiano incidenti di questa portata mentre gli oppositori mettono in guardia sia sul discorso scorie, che non è stato ancora del tutto risolto, ma anche sugli effetti collaterali che minacciano comunque la sicurezza dei territori limitrofi alle centrali anche in assenza di incidenti.

Per ricordare questa tremenda tragedia e per cercare di scongiurare che si ripeta ma soprattutto per impedire che vengano costruite centrali nucleari in Italia, Legambiente è in molte piazze italiane da ieri fino a lunedì 26 con la manifestazione “Liberiamo l’Italia dal nucleare!” per raccontare i rischi reali che corrono gli italiani. Le iniziative fanno parte del “Chernobyl day”, promosso in tutto il mondo dall’associazione francese “Sortir du nucléaire”.

“Per raggiungere il nostro obiettivo useremo una performance semplice ma efficace: grazie alla collaborazione degli agricoltori e degli allevatori allestiremo tanti mercatini dove potrete scegliere se acquistare prodotti tipici e biologici  o contaminati! Ovvero alimenti prodotti nei pressi di una ipotetica centrale atomica in funzione. Perché questo è il futuro che ci aspetta in caso venissero installate centrali nelle nostre regioniè quanto si legge sul sito della più diffusa associazione ambientalista italiana.

Vogliamo fare chiarezza sui rischi reali che i cittadini corrono nel caso di un’installazione di una nuova centrale atomica sul proprio territorio – è quanto dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, che aggiunge – il nostro governo ha firmato più di un anno fa con quello francese un accordo per realizzare 4 reattori di tecnologia EPR, a cui se ne dovranno aggiungere altrettanti per arrivare al 25% di elettricità prodotta dall’atomo. Ma è bene sapere che, oltre a non essere stata ancora risolta in alcun modo la questione delle scorie, l’ordinaria attività di una centrale rilascia piccole dosi di radioattività che contaminano il terreno, l’acqua, l’aria circostante, finendo così nella catena alimentare. Il nucleare è quindi una minaccia per la sicurezza dei territori anche in assenza di incidenti“.

di Roberto D’Amico