Bersani: Berlusconi non vuole le riforme, ma le elezioni anticipate

Il dicorso pronunciato ieri dal premier Silvio Berlusconi, in occasione della festa del 25 aprile, è sostanzialmente piaciuto a Pier Luigi Bersani, ma non lo ha affatto convinto. “Sono parole apprezzabili – ha commentato oggi il segretario del Pd – Il presidente del Consiglio, però, ha scoperto solo di recente la solennità del 25 aprile. Ma più che questi messaggi, colpiscono le sue altalenanti contraddizioni: da mesi va avanti a strappi con i successivi aggiustamenti. Dobbiamo guardare ai fatti – ha avvertito Bersani – le parole non servono“.

In un’intervista a “La Repubblica”, il leader del centrosinistra ha ribadito il suo scetticismo circa la volontà, ostentata da Berlusconi, di collaborare per firmare riforme condivise. “Il loro modello di azione – ha spiegato Bersani – non è fatto per decidere. È costruito per accumulare il consenso, ma poi non lo usano per governare. Io ho insomma profonda sfiducia che si voglia mettere davvero mano a qualcosa di concreto. È evidente che in questa maggioranza non ci sono le condizioni per affrontare le riforme. Infatti, prima o poi – ha aggiunto il leader del Pd – davanti alla difficoltà di decidere, Berlusconi prenderà un pretesto qualsiasi per accelerare in curva”.

Un’accelerazione rovinosa che, secondo i pronostici dell’ex sindacalista, potrebbe condurre alle elezioni anticipate. “L‘opposizione – ha ripreso il segretario dei democratici – è davanti ad un nuova responsabilità. Bisogna stringere le maglie per una piattaforma che abbia il sapore di un’alternativa di governo. Dobbiamo essere pronti perché il Paese sta scivolando“.

Da qui la sua proposta di un Patto repubblicano da estendere a chiunque voglia muoversi a tutela della Costituzione e per fronteggiare le vere priorità. “Il patto repubblicano – ha precisato Bersani – non esclude Fini, ma certamente non è rivolto solo a lui. Nella proposta c’è l’esigenza che le forze dell’opposizione sui temi cruciali della democrazia e delle priorità economiche e sociali si rivolgano in modo ampio alle forze sociali civiche e politiche che riconoscono l’esigenza di una svolta che avvenga nel solco della Costituzione”.

E a chi ha letto nella sua proposta l’invito a creare un governo di transizione: “Niente di tutto questo – ha assicurato il segretario del Pd – Non voglio sproloquiare su formule. Credo che, nell’impotenza del centrodestra, qualcuno possa dare uno strattone. Ma la sorte della legislatura non è in mano a un uomo solo, c’è anche il presidente della Repubblica”.

Maria Saporito

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