Cassazione: è reato dare del maiale ad un vicino

Contadino chiama maiale il suo vicino “rumoroso”. Condannato dalla Corte di Cassazione per ingiuria e minacce.

Dire maiale ad un vicino è vietato.  A stabilirlo è la Corte di Cassazione, chiamata ad esprimersi con l’ardua sentenza su una lite tra contadini. Uno di loro, infatti, la vittima per intenderci, aveva la non proprio educata abitudine di ruttare mentre lavorava la terra insieme al suo collega, il quale, a sua volta, infastidito dalle “rumorose esclamazioni” dell’uomo gli avrebbe gridato, appunto, “maiale”. Per l’uomo, dopo la denuncia al giudice di pace, arriva la condanna del tribunale per ingiuria e minacce. Invano ogni tentativo di riscatto dell’ingiurioso contadino che ha visto bocciare il proprio ricorso dalla Cassazione.

Molto spesso la Corte di Cassazione è stata tirata in causa per risolvere casi del genere;  basti ricordare la sentenza emessa a marzo di quest’anno per la quale dire “serve un uomo” è reato. In questo caso a fare le spese della frase diffamatoria furono una cronista ed un sindacalista, condannati al risarcimento di 10 mila euro alla direttrice del penitenziario di Arienzo per diffamazione a mezzo stampa, per un articolo pubblicato il 14 giugno 2002.  Ancora, la sentenza emessa a dicembre dello scorso anno, secondo la quale “fare la linguaccia” è, appunto, reato.

Ma se proprio vogliamo parlare di vicini basta menzionare la sentenza che stabilisce che dire ad un vicino di casa “Vaffa…” è reato. La stessa Cassazione, in verità, aveva dapprima sdoganato il colorito invito a recarsi in un altro paese, ma poi ha decisamente fatto marcia indietro, almeno per quanto riguarda i rapporti tra vicini.

Per riprendere, infatti, i presupposti su cui si basa anche la sentenza appena emessa sul dare del maiale al proprio vicino dalle abitudini poco sopportabili, la Cassazione afferma che: “i rapporti di vicinato devono essere improntati ad un maggiore rispetto reciproco tra le persone, perché altrimenti inducono a una impossibilità di convivenza, che invece è necessitata dalla quotidiana relazione nascente dal fatto abitativo, e che deve essere garantita”.

Insomma, se avete qualche caro vicino che emette strani rumori dalle note fisiologiche, sopportate, è sempre meglio di una condanna per ingiuria.

Viviana Cimino