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Cellulari, le conseguenze dell’utilizzo a lungo termine

Sono circa cinque miliardi i cellulari che circolano e gli studi sui probabili danni che essi provocano si alternano tra accuse e assoluzioni…

Ogni analisi dei rischi dell’esposizione alle onde elettromagnetiche termina con risposte vaghe e non definitive né esaurienti che non riescono ad individuare i legami di esse con determinate patologie. Una ricerca recente pubblicata sul Journal of the National Cancer Institut, condotta da Isabelle Deltour dell’Istituto di Epidemiologia dei Tumori della Società Tumori danese a Copenhagen, ha negato l’esistenza di legami tra l’utilizzo del telefonino e tumori al cervello poiché da quando i cellulari sono in circolazione, la frequenza dei tumori non è aumentata.

In realtà tutti gli studi fino ad ora condotti si basano su indagini  “a posteriori”, partendo, cioè, da pazienti con cancro e analizzando a ritroso le loro abitudini precedenti riguardo all’uso del cellulare. In questo modo non si tiene conto del periodo di incubazione che può avere la malattia tumorale. Inoltre negli ultimi tempi l’uso del cellulare è cambiato non poco rispetto ai suoi esordi avendo mutato le sue funzioni…Da semplice telefono oggi il cellulare è un vero e proprio computer con il quale si possono fare decine e decine di cose fino a navigare su internet…

Per smascherare definitivamente i rischi dei cellulari è partito uno studio unico attraverso il quale, per la prima volta , verrà osservato il comportamento delle persone verso i telefonini in tempo reale e le conseguenze verranno esaminate a lungo termine. Parte dalla Gran Bretagna questo studio colossale e sarà condotto da Paul Elliott dell’Imperial College di Londra e monitorerà gli effetti dell’esposizione alle onde elettromagnetiche (ma anche dell’uso di WIFI, cordless e telemonitor per i neonati) non solo sull’insorgenza dei tumori (al cervello, alla pelle, alle orecchie) ma anche di disturbi neurologici come il morbo di Parkinson e di Alzheimer.

Cosmos – Cohort Study on Mobile Communications – il maxi studio,  è stato annunciato in una conferenza stampa e cinvolgerà circa 250.000 europei per un periodo di 20-30 anni ma dovrebbe dare i suoi primi risultati entro cinque anni.

I 4 maggiori operatori mobili britannici – Vodafone, O2, T-Mobile e Orange – hanno accettato di partecipare allo studio e hanno assicurato che  almeno 90 mila tra i loro utenti accetteranno a partecipare alla ricerca.

Caterina Cariello