Chernobyl: anniversario di un disastro

Il 26 aprile 1986, presso la centrale nucleare V.I Lenin in Ucraina, una potente esplosione provocò lo scoppio del reattore numero 4 con conseguente fuoriuscita di una nube radioattiva che in poco tempo contaminò le aree circostanti espandendosi a macchia d’olio nell’Europa orientale fino a raggiungere anche l’Italia, la Francia e la Germania. Fu il più tragico incidente nucleare della storia, l’inico a raggiungere il livello 7 (incidente molto grave) della scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale). Oggi, a 24 anni di distanza, l’incubo di Chernobyl, con la sua scia inesorabile di morti, aleggia ancora nelle menti di coloro che hanno vissuto quell’orribile tragedia.

Una giornata per non dimenticare, ma anche un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica circa i pericoli ed irischi legati all’uso del nucleare. Nel 24esimo anniversario del disastro di Chernibyl, sono moltissime le associazioni ambientaliste che hanno preso d’assalto le piazze italiane. Da Legambiente a Green Peace, che inscenato una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

Nonostante la drammatica esperienza di Chernobyl, che spinse gli italiani a decidere, tramite referendum, la chiusura delle quattro centrali nucleari situate sul nostro territorio, il Governo ha recentemente varato un decreto per l’individuazione dei siti in cui costruire impianti di nuova generazione. Il tragico ricordo del più grande disastro nucleare della storia non è servito a distogliere l’attenzione dei Governi dall’uso della più pericolosa, dannosa e costosa forma di energia: quella ottenuta mediante il processo di fissione nucleare.