Fini e Berlusconi: va in onda l’armonia

Il confronto si è spostato in tv: ieri i due litiganti della Direzione nazionale del Pdl hanno fatto capolino sui piccoli schermi delle case italiane per raccontare la propria verità e ribadire i loro intenti di pace e di riconciliazione. Nel tentativo di svelenire il clima pesante, creatosi giovedì scorso, a colpi di indici ben puntati l’uno all’indirizzo dell’altro.

Da una parte Silvio Berlusconi, intento a rinverdire il senso del 25 aprile, festa di tutti e stimolo di proficua collaborazione tra le diverse parti politiche; dall’altra Gianfranco Fini, ospite di “In mezz’ora”, impegnato a sbugiardare i suoi intenti “scissionisti” e a rimarcare la sua fedeltà al partito co-fondato col Cavaliere. Va in onda l’armonia, insomma, o almeno la più cauta diplomazia, tesa a favorire ulteriori verifiche sulle reciproche reali intenzioni.

L’intervista rilasciata ieri dal presidente della Camera a Lucia Annunziata non sarebbe stata seguita dal premier (impegnato in un pranzo di famiglia), ma Berlusconi avrebbe preteso un dettagliato resoconto dai suoi più stretti collaboratori per comprendere su quale sentiero Fini avesse deciso di muoversi. Alla fine del racconto, il presidente del Consiglio  avrebbe tirato un sospiro di sollievo, apprezzando la volontà del presidente della Camera di scongiurare il pericolo delle votazioni anticipate. Ma la prudenza, a casa dei “berluscones” rimane alta e la fiducia da riporre nell’ex aennino appare ancora una lontana fantasticheria.

Da parte sua, Gianfranco Fini ha confermato la volontà di mantenere il suo ruolo istituzionale a Montecitorio ed è tornato sull’importanza di esprimere pareri diversi, anche discordanti, all’interno di un partito come il Pdl, per garantirne la crescita e la maturazione. Senza per questo rinnegare la leadership di Silvio Berlusconi che – ha sottolineato Fini – “E’ il presidente del Consiglio, e ha diritto di governare”.

Quanto al futuro del centrodestra: “Sogno una destra moderna – ha spiegato il presidente della Camera – che cerca di ascoltare le ragioni dell’altro e non lo insulta, che cerca di parlare e non di sentenziare, che non ha la bava alla bocca e che non vede sempre e comunque il nemico, ma cerca di dialogare con l’avversario“.

Oggi pomeriggio, intorno alle 17, Gianfranco Fini tornerà a incontrare i suoi sodali per fare il punto della situazione, dopo lo strappo della Direzione di giovedì, parzialmente ricucito dalle recenti apparizioni televisive dei due co-fondatori e dalle dichiarazioni rese da alcuni solerti “pontieri”. Si parlerà anche della proposta di dimissioni anticipata dal vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino,  bersaglio scelto (insieme ad altri “finiani”) del presidente della Consiglio. Bocchino avrebbe infatti annunciato la sua disponibilità a rinunciare all’incarico per favorire una più svelta “riconciliazione” tra le due anime del partito e per  dare prova di quella lealtà messa in discussione da molti colleghi. Come dire: se qualche testa deve rotolare – avrebbe considerato il “finiano” – allora lasciamo che sia la mia.

Maria Saporito