Incornato noto torero, è grave. Il video

E’ avvenuto in Messico: il torero Josè Tomas, 33 anni, molto famoso nel circuito internazionale delle corride ha fatto male i suoi conti ed è stato, nella sua ultima esibizione, incornato dal suo avversario, il Toro “Navegante”. Partecipando alla tradizionale manifestazione chiamata “feria de San Marcos de Aguascalientes”, ha avuto la peggio e le corna del nero bestione  sono penetrate per ben 15 cm nel corpo di Tomas.

Il torero ha ricevuto una prognosi di 72 ore; a quanto pare, non dovrebbe essere il pericolo di vita, ma la maggior preoccupazione è per l’enorme quantità di sangue persa dalla star delle corride. Proprio a causa di questo, lo sfortunato “sportivo” ( se mai sia possibile definire la corrida uno sport), dovrà subire diverse trasfusioni, di conseguenza potrebbe presentarsi il problema del rigetto.

Inoltre l’incornata del toro, secondo i medici che lo hanno in cura potrebbe aver reciso una delle  “vene safene”,  “strade” importanti per il sangue che percorrono gran parte della gamba. Proprio alla gamba, quella sinistra, Navegante è riuscito a colpire Tomas.  Gli organizzatori della corrida, che si sono immediatamente resi conto della situazione, hanno dichiarato a tutta l’arena la necessità di grandi quantità di sangue A negativo,dello stesso gruppo che scorre nelle vene di Tomas. Impressionante il video, che potete trovare qui.

Sui vari forum e social network è immediatamente decollata la discussione, eterna, tra chi è in apprensione per le sorti del torero e chi invece pensa che la corrida non sia uno sport, ma semplicemente una crudeltà indebitamente legalizzata e che il grave ferimento di Josè Tomas sia soltanto una conseguenza di una cultura sbagliata e totalmente assurda. Questi ultimi, tendono a stare dalla parte di Navegante, rivendicando il diritto degli animali di non doversi esibire, morendo, per il solo scopo di divertire l’essere umano. In questa prospettiva, il brutto incidente accaduto alla star della corrida s’inserisce in un contesto quasi positivo, che, tra l’altro, dovrebbe far capire, come questa pratica sia mortale per i tori, ma non certo innocua per gli umani.

A.S.