Italia in Miniatura: muore d’infarto dopo giro sulla giostra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:01

Tragico epilogo di una gita all’Italia in Miniatura di Rimini. Una donna muore d’infarto dopo un giro su una giostra.

Quella che doveva essere una giornata di spensieratezza e divertimento si è trasformata in un dramma. In viaggio sulla riviera romagnola con una gita organizzata, Laura Cristofoletto, una maestra di judo di 46 anni, ha trovato la morte subito dopo essere scesa da una giostra.

La donna si era recata insieme ai suoi compagni di viaggio all’Italia in Miniatura, a Rimini. Ebbene, dopo il tour culturale, per completare una bella giornata di svago mancava solo trascorrere un pò di tempo all’interno del parco divertimenti. Aveva insistito molto per salire su quella che era una delle attrazioni clou del parco dell’Italia in Miniatura, ovvero lo “Sling shot”, una giostra da brivido a metà strada tra una fionda ed una catapulta. Carica di entusiasmo è salita sulla giostra ed ha fatto il suo giro sulla navicella. Una volta atterrata, ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie e poi si è improvvisamente accasciata a terra sotto gli occhi di tutti. Inutile ogni tentativo di salvataggio, la donna è morta forse per un infarto provocato dal “trauma” della giostra.

Lo “Sling shot” è una gigantesca fionda meccanica a cui è legata una sorta di navicella, una capsula biposto che attraverso una macchina a molla viene letteralmente sparata in aria  a 55 metri d’altezza in solo 1,2 secondi. Questa macchina dei divertimenti può essere pericolosa; a dirlo non solo un’intuizione, dal momento che mette l’ansia solo a guardarla in azione, ma dati certi, tant’è che prima di decidere se salire oppure no bisogna leggere attentamente il regolamento e firmare una liberatoria. E’ infatti necessario essere in possesso di alcuni requisiti per usufruire del brivido dello sparo in aria, i più importanti, ovviamente, un’ottima salute ed un’età compresa tra i 14 ed i 55 anni.

La maestra, rientrando nei canoni d’età e godendo di una buona salute ha, come da regolamento, firmato la liberatoria. Nessuno, nemmeno lei, poteva sapere che stesse firmando la sua condanna a morte.

Come detto, si ipotizza l’infarto ma per avere delle certezze sulla reale causa della morte di Laura Cristofoletto, bisognerà attendere i risultati dell’esame autoptico.

Viviana Cimino

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