Speriamo che gli alieni stiano a casa loro

A dirlo è Stephen Hawking, erede di quella che fu la cattedra occupata da Isaac Newton (solo?), paralizzato da 50 anni, ma con una mente che gli permette un Q.I. di 160. La tesi, apparentemente più che ragionevole, è quella dettata da una pura riflessione basata sulla logica.

Ci sono miliardi di galassie dice Hawking e quindi chissà quanti milioni di pianeti abitati. Se una civiltà aliena riuscisse a raggiungerci sarebbe infinitamente più evoluta della nostra, anche perchè noi (umani), non saremmo nemmeno riusciti a capire la sua provenienza. Nel caso gli U.F.O. avessero intenzioni bellicose potrebbero metterci non più di qualche secondo a cancellare il genere umano dal pianeta Terra, così come tutte le altre restanti forme viventi. Nessun Mazinga ci potrebbe salvare insomma.

C’è chi però contrasta parzialmente questa teoria: Frank Drake, pioniere della ricerca di “segnali intelligenti” dallo spazio, sostiene che se una civiltà fosse cattiva, sicuramente si auto-distruggerebbe appena  raggiunto il livello tecnologico per farlo, perchè tenderebbe ad utilizzare la propria cattiveria intrinseca anche contro sé stessa. Drake paragona questa ipotetica civiltà proprio al genere umano, che rischia di estinguersi  a causa della tecnologia raggiunta; armi chimiche o batteriologiche, armi nucleari e via dicendo, in specifico. Quindi, una razza aliena che decidesse di visitare la il nostro mondo sarebbe sicuramente pacifica.

A ben vedere, questa seconda teoria sembra presentare alcuni buchi: Innanzitutto,  gli uomini hanno già raggiunto da tempo la capacità di auto-distruggersi, ma pur rendendo questo pianeta sempre meno abitabile, non l’hanno ancora fatto. Stando quindi alla teoria di Dreke, una razza aliena conquistatrice, potrebbe semplicemente arrivare sulla Terra, disintegrandola, durante la stesso periodo storico  che sta vivendo attualmente la razza umana; in fase di auto-distruzione si, ma lenta. Inoltre  noi abbiamo un pianeta da mantenere in vita, mentre “loro” arriverebbero su astronavi da guerra (come si può facilmente immaginare) o con altri mezzi a noi sconosciuti, ma non comunque utilizzando la loro “casa madre.”

In più, il concetto di “civiltà cattiva” espresso da Drake è tipicamente umano. Se è vero che quest’ultimo tende a creare tecnologia, anche distruttiva, per poi utilizzarla contro sé stesso, non è per niente scontato che una razza aliena faccia la stessa cosa. Potrebbe infatti sviluppare armi in gran quantità al solo scopo di “conquistare l’universo” ed essere invece assolutamente pacifica al suo interno. In sostanza, c’è da sperare che a nessuno nell’universo venga in mente di venirci a trovare, anche perchè, pur magari pacifici, saremmo forse noi i primi ad essere bellicosi.

A.S.