Agenzia delle Entrate di Perugia, personale in stato di agitazione: “Mancano risorse umane”

All’Agenzia delle entrate di Perugia “mancano risorse umane” e i carichi di lavoro sono “insostenibili” per cui il personale ha deciso di entrare in stato di agitazione. La scelta è arrivata al termine dell’ultima assemblea del personale della direzione provinciale dell’Agenzia, tenuta unitariamente nei giorni scorsi da Fp-Cgil, Fps Cisl, Uil Pa, Salfi, Flp.

“Nel corso dell’assemblea – si legge in un comunicato unitario delle 5 sigle – si è dibattuto delle rilevanti criticità riscontrate dal personale quanto ai carichi di lavoro assegnati, ritenuti insostenibili, sia nell’Ufficio controlli (accertamento e legale) che nelle Aree di staff della direzione provinciale (gestione risorse, riscossione, governo ed analisi), che negli uffici territoriali. Si è altresì approfondita – si legge ancora – l’analisi della dotazione organica della direzione provinciale di Perugia, pervenendo alla conclusione che le risorse umane a disposizione risultano sotto dimensionate rispetto ai fabbisogni teorici, illustrati dalla Direzione Regionale, e, comunque, insufficienti rispetto al carico di lavoro assegnato. Tale sotto dimensionamento è stato aggravato dai provvedimenti di trasferimento e di distacco che hanno interessato in uscita il personale della direzione a seguito di vari interpelli”.

In questo quadro si aggiungono anche il mancato rinnovo del contratto nazionale e la decurtazione dei fondi per la contrattazione integrativa. Per queste ragioni i lavoratori hanno deciso la proclamazione dello stato di agitazione, scegliendo però di sospenderne la concreta attuazione, “con modalità e forma da stabilire”, in attesa di un incontro con la direzione provinciale e regionale che i sindacati hanno già richiesto.

Mauro Sedda

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