Caso Marrazzo: indagati due Carabinieri per morte Cafasso

La schiera delle persone coinvolte  nel caso Marrazzo e nelle misteriose morti ad esso attinenti si allarga. Oggi sono stati iscritti nel registro degli indagati altri due Carabinieri, Carlo Tagliente e Luciano Simeone. L’accusa a loro carico è pesantissima: omicidio volontario. Secondo la Procura infatti, i due militari sarebbero coinvolti nella morte di Gianguerino Cafasso, il pusher, deceduto in circostanze oscure dopo la vicenda che ha coinvolto l’ex Governatore della regione Lazio.

Cafasso forniva droga alle trans frequentate da Marrazzo ed a suo carico era anche circolata l’accusa di essere stato lui a girare il video in cui l’ex-conduttore di Rai 3 appariva in compagnia di una transessuale  in un appartamento in cui circolava cocaina.

La vicenda è collegata anche all’arresto del maresciallo Testini, avvenuto il mese scorso.Una delle ricostruzioni dei pm sostiene che  Dopo il rifiuto da parte del quotidiano “Libero” di acquistare e di conseguenza diffondere il  video, il pusher sarebbe diventato una persona scomoda, pericolosa e che sicuramente sapeva troppo. Su questa base sarebbe avvenuto l’omicidio in cui secondo le ipotesi della Procura sarebbero coinvolti anche i due militari arrestati oggi. Questa ricostruzione è ritornata in auge dopo l’omicidio per soffocamento della transessuale Brenda. Nell’appartamento di quest’ultima, che  sembra fosse abitualmente frequentata da Marrazzo, prese spontaneamente fuoco una valigia, dopo che, appunto a causa degli incontri con l’esponente del PD, Brenda aveva assunto il ruolo di testimone. La Procura però  non ha mai creduto all’ipotesi di morte accidentale e il suo lavoro sembra concentrarsi su un eventuale collegamento tra le due morti, ipotizzando, appunto, un duplice omicidio.

Simeone e Tagliente sarebbero coinvolti nella morte di Cafasso proprio in  relazione al filmato che ha portato Piero Marrazzo a dimettersi dalla carica di Governatore della regione. Nel video infatti, nella sua versione originale, sarebbero stati presenti anche Simeone e Tagliente; il cellurare utilizzato per le riprese sarebbe stato proprio quello di quest’ultimo.

Nel montaggio finale di Cafasso, i volti dei militari sarebbero  poi stati fatti sparire, ma il pusher avrebbe comunque potuto ricattare gli uomini dell’Arma. Da questa ipotesi, i pm hanno ipotizzato che  sarebbe stato Testini, il maresciallo arrestato il mese scorso, a “commettere” materialmente l’omicidio, fornendo eroina a Cafasso, sostanza per lui mortale, dato che l’uomo era dipendente dalla cocaina.

A.S.