Corteo fascista a Roma anche senza permessi, alta tensione

La nuova marcia su Roma,  la terza dopo quelle di Ottaviano Augusto e Benito Mussolini e senz’altro la meno significativa, non s’ha da fare. Parola del Questore di Roma che questa mattina ha invitato informalmente un esponente del Blocco Studentesco, organizzazione giovanile che fa riferimento ai “fascisti del terzo millennio” di CasaPound, a rinunciare alla manifestazione prevista per il prossimo 7 maggio a Roma, spiegando che qualora l’invito non fosse stato accolto dall’organizzazione neofascista sarebbe scattata la revoca ufficiale dei permessi concessi in un primo momento.

Nelle ultime settimane, infatti, aveva preso corpo una forte mobilitazione antifascista, con in prima linea i movimenti romani Patria Socialista e Acrobax, l’Anpi di Roma e forze politiche come la Federazione della Sinistra  e il Partito Democratico, che ha chiesto a gran voce la revoca dei permessi concessi ai neofascisti intenzionati a marciare sulle strade della città, da Piazza della Repubblica a Piazza Bocca della Verità, nel nome della “giovinezza al potere”.
Solo due giorni fa, a margine delle celebrazioni per il 65° anniversario della Liberazione, Ernesto Nessi, esponente dell’Anpi romano, aveva spiegato che “tutte le persone democratiche dovrebbero venire in piazza S.S. Apostoli a Roma dalle 9 alle 14 il prossimo 7 maggio. Qualcuno li’ spieghi poi a cosa serve la manifestazione di Casapound”.

Un appello alla mobilitazione lanciato da alcune settimane anche da Patria Socialista e Rash Roma, protagonisti sabato 17 aprile della seconda “marcia commemorativa in onore dei partigiani caduti della Resistenza Romana” snodatasi per le strade della via Tiburtina; i movimenti romani, ricordando un celeberrimo passo dell’epigrafe dedicata da Piero Calamandrei al comandante nazista Alberto Kesselring (su queste strade se vorrai tornare, ai nostri posti ci troverai”), hanno costruito negli ultimi giorni alcuni appuntamenti comuni in cui sono state discusse le diverse possibilità relative alle modalità di protesta utili ad impedire la sfilata delle nuove camice nere, al grido di “forziamo il Blocco”.

Il livello di tensione in città, dunque, sembra destinato a crescere, soprattutto in seguito alle dichiarazioni dei vertici del Blocco Studentesco e di CasaPound che hanno ribadito l’intenzione di marciare anche senza i permessi della Questura, come ricordato anche dal capetto fascista Francesco Polacchi, salito agli onori delle cronache nell’autunno del 2008 per aver guidato le violente cariche del Blocco contro gli studenti medi che manifestavano a Piazza Navona contro l’entrata in vigore del decreto 133 contenente i famigerati tagli ideati dai ministri Gelmini e Tremonti.

Mentre le giovanili della Federazione della Sinistra (Giovani Comunisti e Fgci) si preparano a scendere in piazza, anche il Partito Democratico scende in campo in prima persona, attaccando direttamente il sindaco Alemanno.
Il Comune spalanca le braccia a individui della galassia neo-fascista – ha detto il consigliere provinciale Edoardo Del Vecchio – e al corteo del 7 maggio, composto da estremisti della destra, hanno aderito tanti consiglieri comunali del Pdl”.
Proprio quei consiglieri comunali che, stando alle agenzie uscite in serata, avrebbero chiesto al ministro degli Interni Roberto Maroni di essere ricevuti per chiedere la garanzia del diritto a manifestare.

“La tolleranza illimitata – scrisse il filosofo liberale e antifascista Karl Popper – porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi”.