Disoccupazione in Spagna, preoccupano i dati

Errore, distrazione o volontà, il dato della disoccupazione spagnola è stato ormai inaspettatamente reso pubblico, dall’Ine, ufficio statistico nazionale.

Per la prima volta dal 1997, il dato del primo trimestre del 2010, porta il tasso di disoccupazione a superare il 20.11%. Questo significa che più di quattro milioni di spagnoli sono in cerca di occupazione con un aumento di 286.200 unita’ dall’inizio dell’anno, ottocentomila persone in più rispetto l’anno scorso, nello stesso periodo. Letto in contemporanea con il dato dell’occupazione, si scopre che i 18.394.200 lavoratori attivi in Spagna, costituiscono la cifra dal 2004.

Non tutta la nazione segue la stessa tendenza. Canarie e Andalucia hanno pagato maggiormente la situazione di crisi con 27%, la Comunidad di Madrid sale a quasi 54 mila disoccupati in più mentre i Paesi Baschi sembrano immuni da questa crisi.

Il settore maggiormente in crisi è l’industria con una perdita di 81mila unità mentre il settore dell’agricoltura ha costituito un vero e proprio rifugio, con un aumento di 53 mila lavoratori rispetto all’anno precedente. L’edilizia e servizi pagano con  139.700 e 83.600 lavoratori in meno.

Forse per questo motivo, la ricetta di Zapatero è, al momento, tutta keynesiana. La Spagna è totalmente in ricostruzione, ovunque cantieri che nelle città vengono fatti e disfatti come la tela di Penelope. Per rinnovare la rete stradale e ferroviaria sono stati investiti 17 miliardi di euro, anticipati dalle imprese stesse, motivate da concessioni governative. Do ut des perchè la crisi nell’occupazione corrisponde per Zapatero a una crisi politica, nonostante i tentativi di giocare con le parole minimizzando la situazione e utilizzandoi termine decelerazione invece di decrescita.

Questa situazione è, infatti, una pesante sconfitta per un Governo che aveva reso la Spagna la nazione modello dell’area euro. La riduzione dei tassi d’interesse aveva, infatti, alimentato una crescita vivace sia nei consumi privati e negli ultimi anni, le condizioni del mercato del lavoro avevano visto una resurrezione, con un abbassamento del tasso di disoccupazione dal 15% del 1998 a circa l’8% annuo del 2006.

Per questo, i dati attuali sono ancor più scottanti. Zapatero è alla sfida finale, in attesa di una possibile nuova candidatura nel 2012.

di Fabiana Galassi