Ex Santa Rita: il pm chiede 21 anni per Brega Massone, “malvagio e disumano”

E’ in corso a Milano il processo per gli scandali dell’ex ospedale Santa Rita (ribattezzata “clinica degli orrori”) – oggi Istituto clinico Città Studi – nei confronti di nove tra medici e manager, accusati di aver praticato interventi inutili e in alcuni casi dannosi al fine di gonfiare i rimborsi dovuti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Brega Massone e i suoi due aiutanti hanno dimostrato “un’indole particolarmente malvagia e la mancanza del senso di umana pietà”, rendendosi responsabili di “un numero impressionante di reati” (83 per Massone, 68 per Presicci e 32 per Pansera). E’ quanto hanno affermato i pm Grazia Pradella  e Tiziana Siciliano nel corso della requisitoria per motivare ai giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano le pesanti richieste di condanna contro lo staff chirurgico dell’ex clinica meneghina: 21 anni di reclusione per l’ex primario di chirurgia toracica, 14 e 8 anni per i suoi due collaboratori del reparto di chirurgia toracica, Fabrio Presucci e Marco Pansera. L’accusa è di lesioni gravi e gravissime alla salute dei pazienti, falso ideologico e di truffa al Sistema sanitario nazionale in relazione operazioni eseguite  “abusivamente, inutilmente – sottolinea l’accusa- senza vera necessità terapeutica”.  

 

A Milano l'udienza per lo scandalo dell'ex clinica Santa Rita

 

Per il magistrato, Brega è passato “sopra tutte le vittime di questo processo” al fine di trarre “vantaggi professionali ed economici attraverso interventi inutili e abusivi per ottenere i massimi Drg (i codici per identificare la quantificazione del rimborso da parte del Ssn)” e per aumentare il proprio prestigio. Presicci avrebbe dimostrato poi una “totale adesione ai metodi usati da Brega”, “dalla cui attività derivavano i suoi emolumenti”. Discorso simile, il Pm lo fa per Pansera “che non poteva non sapere della situazione dei pazienti che seguiva” e che “non si è occupato di aspetti che potevano creare problemi con la direzione sanitaria”. 

 Nel corso delle tre giornate di requisitoria l’accusa ha ricostruito, caso per caso, tutti gli interventi “inutili” effettuati da Brega Massone “un chirurgo che ha cavalcato la paura del cancro nei pazienti per poi operarli nonostante non fosse  necessario”. Tra questi vi sono donne operate al seno nonostante avessero patologie benigne, pazienti con tubercolosi curati con l’asportazione del polmone,  giovani donne sottoposte all’asportazione di mammelle quando sarebbe bastata la semplice asportazione di un nodulo.  

Ora il processo davanti ai giudici della quarta sezione penale è stato rinviato al 4 maggio quando la parola passerà agli avvocati dei pazienti operati. Ai legali di parte civile sono dedicate anche le udienze dell’11 e del 18 maggio. 

Adriana Ruggeri