Home Cultura “Il piacere dell’onestà”, Leo Gullotta rivive Pirandello

“Il piacere dell’onestà”, Leo Gullotta rivive Pirandello

“Il piacere dell’onestà” mette in scena la totalità della grammatica del teatro pirandelliano.

In questa rappresentazione di un matrimonio concordato, Agata, Valentina Beotti, incinta del marchese Fabio Colli, Martino Duane, non può sposarlo a causa della sua separazione. D’accordo con la famiglia e grazie a un amico, Federico Mancini, scelgono un matrimonio di facciata e selezionano per questo Angelo Baldovino, Leo Gullotta, il quale spicca per la sua apparente pacatezza e trasparenza. Soprattutto, Baldovino viene eletto perchè accetta per soldi per riscattare un suo passato da inetto. La famiglia crede così di poter avere un uomo facilmente manovrabile. Nel corso del tempo, la probità e  la fermezza di Baldovino lo redimono agli occhi di Agatala quale inizia a comprendere le bassezze della famiglia perbene e rimane invece positivamente sconcertata dalla semplice linearità di Baldovino, povero ma onesto. Di fronte all’inganno teso da Fabio a Baldovino per cacciarlo definitivamente da casa, accusandolo d’aver rubato soldi all’azienda di famiglia, Agata vede con gli occhi della realtà il suo ex amato e riscatta Baldovino, innamorandosene.

La rappresentazione di Fabio Grossi ha il pregio di portare lo spettatore per mano a comprendere Pirandello attraverso soluzioni sceniche suggestive, metaforiche, ma comprensibilissime.

La scena si svolge, infatti, in una casa trasparente simbolo di una realtà che può sembrare condivisibile mentre è solo la costruzione di chi la vive e la osserva. Per questo motivo, solo Agata e Baldovino possono varcare la soglia della casa senza vacillare; loro guardano la realtà consapevoli delle molteplici visioni possibili, ma semplicemente avanzano con la forza uno dei propri convincimenti l’altra della necessità, condizioni che li obbligano a non raccontarsi alibi.

La realtà non è, quindi, statica, ma viene ancorata da Baldovino al rifiuto dei compromessi, non perchè egli rappresenta la semplicità contro la brutalità dell’inganno, ma perchè a differenza del mondo che lo circonda ragiona e si arrovella, realizzando perfettamente sè stesso nonostante un ambiente incline al compromesso con la verità.

Questa rappresentazione di Pirandello è da non perdere perchè emoziona, diverte e Leo Gullotta è realmente Baldovino.

di F

abiana Galassi