Nuoro: uccide sorella e cognato per eredità

Pare ci siano problemi di eredità e di cattivo vicinato all’origine del raptus che ha spinto domenica scorsa Giovanni Antonio Delogu a puntare la pistola contro la sorella e il cognato. Tanto quanto basta per distruggere irrimediabilmente la serenità di un’intera famiglia, segnata dal duplice omicidio commesso dal 43enne di Nuoro.

Questi i fatti: la sera di domenica 25 aprile, alcuni componenti della famiglia Delogu si sarebbero riuniti per cena, ma le discussioni intorno al tavolo si sarebbero fatte particolarmente animate, tanto da spingere uno dei commensali a chiamare il 113 per chiedere l’intervento di una volante. Le forze dell’ordine avrebbero tentato di ripristinare la calma tra i familiari e, considerata scongiurata ogni emergenza, avrebbero abbandonato il palazzo sito in via Lollove, nel rione periferico di Preda Istrada, a Nuoro.

La “tregua” dura però molto poco, perché  qualche minuto prima di mezzanotte, Giovanni Antonio Delogu prende la pistola a tamburo, regolarmente detenuta, e la punta contro la sorella, Sebastiana, provocandone l’immediata morte davanti al resto della famiglia (compresi i figli della donna 47enne). Non è tutto perché, in preda a un raptus di follia, Delogu decide di sparare anche contro il cognato, Graziano Manca, che viene ferito gravemente.

Trasportato d’urgenza all’ospedale San Francesco di Nuoro, l’uomo morirà intorno all’una di notte per le ferite riportate. La Polizia, costretta a far ritorno nel palazzo della famiglia Delogu, ferma il 43enne e lo conduce in Questura dove viene formalizzato il suo arresto per duplice omicidio. L’arma del delitto, la pistola a tamburo utilizzata da Delogu per uccidere la sorella e il cognato, viene recuperata poco dopo dagli agenti della Scientifica nel giardino retrostante il palazzo di via Lollove.

Maria Saporito

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