Oh Eun-Sun la donna sudcoreana ad avere scalato tutti gli 8000

Oh Eun-Sun

Fino a ieri nessuna donna era mai riuscita a solcare le alte vette, le 14 come sono state ribattezzate, che arrivano all’altezza più che rispettabile di oltre 8000 metri, di cui fanno parte i due più famosi e più alti K2 e Everest, rispettivamente di 8611 e 8848 metri.

È la sudcoreana Oh Eun-Sun a rivendicarne oggi l’impresa, battendo a colpi di piccone e sangue freddo la rivale spagnola Edurne Pasaban alla quale mancava solo di scalare la cima dello Shisha Pangma, l’ultima per ordine di grandezza delle 14 con 8027 metri, situata nella catena dell’Himalaya in Nepal.

La Eun-Sun invece ha oggi finito tenendosi come ultimo baluardo la montagna quintultima per grandezza con 8091, l’Annapurna anch’esso facente parte dell’Himalaya.

L’alpinista sudcoreana, appena è arrivata sull’ultima cima, con l’ausilio di attrezzatura all’avanguardia donategli da sponsor e associazioni alpinistiche che l’hanno aiutata nell’impresa, ha gridato “Hurrà” dopo aver incastrato nella roccia la bandiera del suo Paese.

Ci sono dei dubbi però sulla riuscita impresa, sollevati da Elizabeth Hawley una della massime autorità dell’alpinismo himalayano, contestando l’ascesa pregressa di una delle 14, il Kanchenjunga terza grandezza con 8586 sempre in Nepal, che pare sia stata fatta senza evidenti prove registrate.

Infatti, l’ultima ascesa era stata filmata dalla KBS, una televisione sudcoreana, che mostrava l’impresa della Eun-Sun, mentre la salita sul Kanchenjunga effettuata con l’aiuto del suo sherpa, accompagnatore anche nelle altre 13, è stata documentata tramite altri mezzi che secondo la Hawley e la Pasaban, non sono regolari.

Sarà comunque felice di ascoltarli al ritorno a Kathmandu alla fine della discesa, aggiungendo ai microfoni della Bbc che secondo lei in ogni caso non ci siano ragioni per cui la Eun-Sun e il suo sherpa testimonino il falso.

È arrivato per ragioni diverse ai microfoni di varie emittenti la voce di Ang Tshering Sherpa, il presidente della Nepal Mountaineering Association, che si congratula con la donna, sottolineandone l’operato e la difficile salita dell’ultima vetta etichettata insieme al K2 come “montagna killer”, aggiungendo che anche le situazioni climatiche dell’ascesa non erano delle migliori.

Intanto la Pasaban si sta preparando per finire anche lei la sequela delle 14 montagne più alte del mondo, aiutata dal suo staff e dal suo sherpa.

Di Andrea Bandolin