Russell Crowe sarà un Robin Hood inedito

Com’è noto il prossimo 12 maggio Robin Hood di Ridley Scott aprirà il 68esimo Festival di Cannes. Russell Crowe, protagonista del film nei panni del celebre eroe, è alla sua quinta collaborazione con il regista britannico; la prima volta i due furono insieme con Il Gladiatore che valse all’attore il Premio Oscar. Nella storia del cinema si contano ben 98 titoli tra film e telefilm dedicati a Robin Hood, eppure stavolta pare che la coppia vincente Scott-Crowe abbia da offrire con la sua versione una rivisitazione intrigante al famoso racconto del ladro “che ruba ai ricchi per dare ai poveri”.

Il progetto iniziale del film infatti doveva essere intitolato Nottingham e vedere Russell Crowe alle prese con il doppio ruolo di Robin e del celebre e tenebroso sceriffo, forse due fratelli separati alla nascita oppure una stessa persona in due vesti differenti, questo non si potrà mai sapere. Scott ha poi optato per una pellicola che rientrasse comunque all’interno dei parametri della versione classica, ma ciò non toglie che nel sul film assisteremo a diverse novità. “Quello che abbiamo cercato di fare è porre l’epica in un contesto storico più reale e accurato” ha spiegato infatti il regista. Perciò un Robin Hood meno romanzesco e più aderente alla realtà dei fatti, un protagonista molto più ladro e violento rispetto alle sue vesti tradizionali. “Robin Hood è una leggenda, ma è una leggenda nata in un periodo storico ben preciso” precisa infatti Scott.

“Ho letto tonnellate di libri su Robin Hood – dichiara Russell Crowe – alcuni altamente intellettuali, altri solo divertenti. C’è un periodo di tempo di circa 300 anni in cui questa leggenda sembra essersi sviluppata. Di lui si è detto e scritto di tutto, storie agli opposti: Robin Hood è stato un pazzo che viveva nella foresta e tagliava la testa alle sue vittime, qualche volta anche le mani, ma anche il più gentiluomo dei fuorilegge”.

Sul personaggio di Robin Hood rimangono quindi molti interrogativi ma Ridley Scott non si pone come obbiettivo quello di risolverli. “Il mio – dice – è un punto di vista, ma forse è un punto di vista più credibile di quelli raccontati finora”. “Credo che ci sia qualcosa di meraviglioso in una storia che dura per così tanto tempo – dichiara poi Crowe – La cosa che mi attrae personalmente, e che mi ha attratto sin da quando ero bambino è che, chiunque fosse, faceva qualcosa per qualcuno che non aveva la forza di agire per conto proprio. Era un ragazzo che rubava. Ok, possiamo anche chiamarlo ladro, ma nello stesso tempo la metafora della sua avventura è fantastica e quello che spero di fare è di renderlo ancora una volta speciale”.

Andrea Camillo