Ucraina, lancio di uova e fumogeni in Parlamento

Stamattina si sono scatenati gravi disordini nel Parlamento ucraino in seguito alla ratifica dell’accordo tra il presidente Yanukovich e il capo di Stato russo Medvedev sul prolungamento dell’utilizzo da parte della Flotta russa del Mar Nero di una base in Crimea.

L’accordo è stato approvato con 236 voti a favore, dieci in più della soglia necessaria, su 240. Da questo momento in poi, dunque, i russi potranno usufruire della base navale situata a Sebastopoli fino al 2042.

Durante la tesissima discussione i deputati dell’opposizione hanno lanciato uova e fumogeni, mentre all’esterno della Rada si è radunata una folla di manifestanti. I rappresentanti dell’opposizione -‘Ucraina nostra’ di Yulia Tymoshenko, ‘Fronte per il cambiamento’ e gli ultranazionalisti di ‘Svoboda’- hanno occupato palazzo Mariinsky e via Hrushevskoho causando momenti di tensione con la polizia.

Nella Rada sono stati lanciati almeno tre fumogeni e diverse uova e il presidente della Camera Vladimir Lytvyn ha cercato riparo dietro due ombrelli aperti dai commessi. Il lancio del primo fumogeno ha fatto scattare l’allarme antincendio e spinto alcuni deputati a indossare le maschere antigas, ma non ha fermato il dibattito. Così la seconda, che ha reso l’aria ancora più irrespirabile e praticamente impossibile seguire i lavori. Le grida di “Vergogna, vergogna” sono state lanciate dai deputati dell’opposizione, che si sono accapigliati con quelli della maggioranza intorno a una gigantesca bandiera dell’Ucraina aperta in aula.

Mentre si scatenavano scontri all’interno e all’esterno del Parlamento ucraino, la Camera di Mosca approvava all’unisono l’accordo. La decisione è stata presa con grande insoddisfazione e disappunto dai  nazionalisti guidati dall’ex premier Yulia Tymoshenko e dall’ex presidente Viktor Yushchenko. Questi, infatti, considerano l’accordo un tradimento degli interessi del Paese e vorrebbero che la base chiudesse alla scadenza dell’attuale contratto di concessione, nel 2017. La Tymoshenko, come riferisce l’agenzia Itar-Tass, ha promesso di annullare l’accordo non appena tornerà al potere e ha precisato di non essere stata mai favorevole all’estensione dell’affitto della base. Yanukovich aveva definito con Medvedev il nuovo accordo lo scorso 21 aprile, ottenendo in cambio uno sconto del 30% sul prezzo del gas russo.

Giunto ieri sera a Kiev, il premier russo Vladimir Putin ha espresso stupore per le polemiche sull’accordo e ha ricordato che anche il precedente governo ucraino guidato da Yulia Timoshenko non aveva posto alcuna obiezione sulla possibilità di prolungare la presenza della flotta russa. Il capo del governo russo ha quindi definito esorbitante il prezzo da pagare per l’estensione dell’affitto della base di Sebastopoli (pari a 40 miliardi di dollari) “con questi soldi potrei mangiare sia Ianukovich sia il vostro premier messi insieme”, ha ironizzato.

Il presidente ucraino è atteso martedì a Bruxelles, dove intende rassicurare la Ue che l’accordo sulla permanenza della flotta russa a Sebastopoli non è una revisione dell’orientamento europeo di Kiev.

Rosa Ricchiuti

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